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L'arte deve confrontarsi con la realtà, sostiene Marcello Faletra

opinion-review · 2026-04-27

In un saggio pubblicato su Artribune Magazine #68, il critico Marcello Faletra sostiene che l'arte contemporanea deve abbandonare il suo status negoziato e diventare un corpo comunitario dissidente. Attingendo alla distinzione di Diderot tra realismo idealista e materialismo pagano, Faletra critica gli artisti che imparano la compassione e il dramma nei musei piuttosto che per strada. Cita Francis Alÿs, Jeremy Deller e Adrian Paci come esempi di artisti che si confrontano con il reale. Faletra invoca l'appello della critica Teresa Macrì affinché l'arte reinterpreti il mondo come un corpo comunitario dissidente, sopprimendo la cornice estetica dei problemi sociali per scoprire menzogne e violenze sottostanti. Collega la depoliticizzazione dell'arte al mantra neoliberista di Margaret Thatcher 'Non c'è alternativa', sostenendo l'arte come corpo comunitario nel senso di Édouard Glissant e Jean-Jacques Lebel, dove il corpo diventa un dispositivo di connessione e resistenza. Faletra fa riferimento a Aimé Césaire su Lautréamont, che guardò dritto nell'uomo di ferro della società capitalista per afferrare il mostro. Il saggio si conclude con l'Esposizione Universale di Parigi del 1900, dove i lavoratori organizzarono una contro-mostra che mostrava il vero costo del capitalismo — tute strappate, vestiti macchiati di sangue, corpi esausti, lavoro minorile — contrapponendo lo spettacolo del dolore alla miseria reale. Faletra mette in guardia gli artisti dallo sfruttare il dolore altrui per il successo, equiparandolo allo sfruttamento capitalista.

Fatti principali

  • Marcello Faletra è uno scrittore, artista e critico.
  • Il saggio è stato pubblicato su Artribune Magazine #68.
  • Diderot criticava gli artisti che andavano al Louvre per imparare compassione e devozione.
  • Francis Alÿs, Jeremy Deller e Adrian Paci sono citati come artisti che imparano per strada.
  • Teresa Macrì ha chiesto che l'arte diventi un corpo comunitario dissidente.
  • Il motto di Margaret Thatcher 'Non c'è alternativa' è collegato alla depoliticizzazione dell'arte.
  • Édouard Glissant e Jean-Jacques Lebel sono citati per il corpo come dispositivo di connessione.
  • Viene citato il commento di Aimé Césaire su Lautréamont.
  • L'Esposizione Universale di Parigi del 1900 includeva una contro-mostra dei lavoratori.
  • La contro-mostra esponeva tute strappate, vestiti macchiati di sangue, corpi esausti e lavoro minorile.

Entità

Artisti

  • Marcello Faletra
  • Francis Alÿs
  • Jeremy Deller
  • Adrian Paci
  • Teresa Macrì
  • Édouard Glissant
  • Jean-Jacques Lebel
  • Aimé Césaire
  • Lautréamont
  • Margaret Thatcher
  • Richard Sennett
  • Diderot

Istituzioni

  • Artribune Magazine
  • Louvre
  • Champ-de-Mars

Luoghi

  • Paris
  • France

Fonti