La critica d'arte affronta l'autocensura tra l'attenzione al trauma degli artisti e la politica
Eddy Frankel, critico d'arte londinese, sostiene che l'attenzione ai traumi personali e ai contesti politici degli artisti soffochi la critica d'arte contemporanea. Egli osserva un cambiamento negli ultimi dieci anni in cui musei e pubblico valorizzano sempre più le narrazioni degli artisti rispetto al merito artistico. Questo fenomeno, che definisce 'tirannia del contesto', favorisce l'autocensura tra i critici preoccupati delle ripercussioni per aver criticato artisti marginalizzati. Frankel fornisce esempi come opere astratte che ha trovato 'orrende' e la fotografia di Nan Goldin, che ha affrontato critiche legate alle sue lotte contro gli oppioidi. Cita anche le opere legate all'Olocausto di Miroslaw Balka e la mostra di Noah Davis al Barbican, suggerendo che questo clima spinge gli artisti a sfruttare le proprie identità, riducendo infine il dialogo critico autentico e trasformando l'arte in mero attivismo.
Fatti principali
- Eddy Frankel è un critico d'arte con sede a Londra
- Identifica un cambiamento nell'ultimo decennio verso la priorità del contesto dell'artista rispetto alla qualità dell'opera
- Musei, gallerie, curatori e pubblico sono coinvolti in questa tendenza
- Frankel definisce questo fenomeno 'la tirannia del contesto'
- Cita l'esempio di dipinti astratti che ha criticato ma ha ricevuto resistenze a causa del trauma dell'artista
- La fotografia di Nan Goldin è stata difesa in base alla sua dipendenza da oppioidi
- L'opera a tema Olocausto di Miroslaw Balka include 'How It Is' (2009) alla Tate Modern
- La retrospettiva di Noah Davis al Barbican di Londra si è concentrata sulla sua morte per cancro a 32 anni
Entità
Artisti
- Eddy Frankel
- Nan Goldin
- Miroslaw Balka
- Noah Davis
Istituzioni
- Barbican
- Tate Modern
- Freud Museum
- Purdue Pharma
- P.A.I.N.
Luoghi
- London
- United Kingdom
- Warsaw Ghetto
- Treblinka