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L'arte come assistenza sociale: Ripensare il ruolo degli artisti dopo il COVID

opinion-review · 2026-04-27

Valentino Catricalà sostiene che la pandemia ha messo in luce la fragilità del mondo dell'arte e la sua mancanza di riconoscimento da parte della società. Invita a un cambiamento di paradigma dal welfare per gli artisti all'arte come forma di assistenza allo Stato e alle istituzioni. Catricalà sottolinea che gli artisti dovrebbero essere integrati in task force governative, strategie aziendali, centri di ricerca e università, contribuendo all'innovazione in campi come la genetica, l'IA, la robotica e i futuri post-COVID. Sostiene un finanziamento operativo che includa gli artisti in progetti strutturali legati a innovazione, economia, istruzione e sviluppo. L'articolo fa parte di una serie su artisti e coronavirus su Artribune.

Fatti principali

  • Valentino Catricalà è uno studioso e curatore d'arte contemporanea specializzato in arte e tecnologia.
  • È direttore della sezione Arte di Maker Faire – The European Edition e consulente artistico per Sony CS Lab.
  • L'articolo è stato pubblicato su Artribune nell'aprile 2020.
  • Catricalà sostiene che gli artisti dovrebbero essere inclusi nelle task force governative.
  • Chiede un finanziamento operativo per l'arte oltre al welfare.
  • Gli artisti che lavorano con la tecnologia possono guidare l'innovazione in genetica, IA e robotica.
  • L'articolo fa parte di una serie intitolata 'ARTISTI E CORONAVIRUS'.
  • Altri contributori della serie includono Sergio Risaliti, Santa Nastro, Ilaria Bernardi, Roberto Farneti, Mariantonietta Firmani e Alessandra Mammì.

Entità

Artisti

  • Valentino Catricalà
  • Sergio Risaliti
  • Santa Nastro
  • Ilaria Bernardi
  • Roberto Farneti
  • Mariantonietta Firmani
  • Alessandra Mammì

Istituzioni

  • Artribune
  • Maker Faire – The European Edition
  • Sony CS Lab

Fonti