L'arte come assistenza sociale: Ripensare il ruolo degli artisti dopo il COVID
Valentino Catricalà sostiene che la pandemia ha messo in luce la fragilità del mondo dell'arte e la sua mancanza di riconoscimento da parte della società. Invita a un cambiamento di paradigma dal welfare per gli artisti all'arte come forma di assistenza allo Stato e alle istituzioni. Catricalà sottolinea che gli artisti dovrebbero essere integrati in task force governative, strategie aziendali, centri di ricerca e università, contribuendo all'innovazione in campi come la genetica, l'IA, la robotica e i futuri post-COVID. Sostiene un finanziamento operativo che includa gli artisti in progetti strutturali legati a innovazione, economia, istruzione e sviluppo. L'articolo fa parte di una serie su artisti e coronavirus su Artribune.
Fatti principali
- Valentino Catricalà è uno studioso e curatore d'arte contemporanea specializzato in arte e tecnologia.
- È direttore della sezione Arte di Maker Faire – The European Edition e consulente artistico per Sony CS Lab.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nell'aprile 2020.
- Catricalà sostiene che gli artisti dovrebbero essere inclusi nelle task force governative.
- Chiede un finanziamento operativo per l'arte oltre al welfare.
- Gli artisti che lavorano con la tecnologia possono guidare l'innovazione in genetica, IA e robotica.
- L'articolo fa parte di una serie intitolata 'ARTISTI E CORONAVIRUS'.
- Altri contributori della serie includono Sergio Risaliti, Santa Nastro, Ilaria Bernardi, Roberto Farneti, Mariantonietta Firmani e Alessandra Mammì.
Entità
Artisti
- Valentino Catricalà
- Sergio Risaliti
- Santa Nastro
- Ilaria Bernardi
- Roberto Farneti
- Mariantonietta Firmani
- Alessandra Mammì
Istituzioni
- Artribune
- Maker Faire – The European Edition
- Sony CS Lab