L'alfabeto al neon di Antonio Della Guardia decostruisce il potere da Tiziana Di Caro
Antonio Della Guardia (Salerno, 1990) presenta la sua prima mostra personale, La luce dell’inchiostro ottenebra, presso la galleria Tiziana Di Caro a Napoli. La mostra si ispira a Trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni di Raoul Vaneigem per criticare come il linguaggio perpetui le strutture di potere nella società. Ventisei grafemi al neon, ciascuno appartenente a un diverso politico e volutamente difficili da riconoscere, sono allineati su una parete. Questo alfabeto viene applicato a una riscrittura della Divina Commedia di Dante, utilizzando tecniche grafologiche per esporre le relazioni dialettiche tra linguaggio e società. Regole comportamentali e gestuali parodiate del perfetto manager fanno da sfondo a una tipica sedia da ufficio nera, il cui schienale e le gambe a dondolo svuotano il potere della sua credibilità.
Fatti principali
- Antonio Della Guardia è nato a Salerno nel 1990.
- La mostra si intitola La luce dell’inchiostro ottenebra.
- È la prima personale di Della Guardia da Tiziana Di Caro.
- L'opera fa riferimento a Trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni di Raoul Vaneigem.
- 26 grafemi al neon sono esposti su una parete, ciascuno appartenente a un politico.
- I grafemi sono usati per riscrivere la Divina Commedia di Dante.
- La grafologia è impiegata per rivelare le relazioni tra linguaggio e società.
- Una sedia da ufficio nera con gambe a dondolo parodia il potere manageriale.
Entità
Artisti
- Antonio Della Guardia
- Raoul Vaneigem
- Dante Alighieri
Istituzioni
- Tiziana Di Caro
Luoghi
- Salerno
- Naples
- Italy