Antonio Della Guardia sulla quarantena, la comunicazione artistica digitale e la necessità di un supporto critico
Durante il lockdown, iniziative digitali come Radio GAMeC, '2 minuti' del MAMbo e 'I Speak Contemporary' della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo hanno esemplificato una comunicazione artistica efficace. Tuttavia, la pandemia ha anche messo in luce la superficialità della curatela basata sui social media, che privilegia i follower rispetto al discorso critico. L'artista Antonio Della Guardia (Salerno, 1990) ha trascorso la quarantena sviluppando 'tecniche di evasioni' basate sulle operazioni motorie di William Horatio Bates, con l'obiettivo di recuperare la visione a lunga distanza dallo sforzo digitale. Il suo progetto, originariamente previsto per una mostra personale all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma curata da Vasco Forconi, è stato rinviato. La ricerca di Della Guardia è iniziata nel 2019 a Kiev durante 'The corrosion of character, l'uomo flessibile' alla Fondazione Izolyatsia, curata da Alessandra Troncone e Kateryna Filyuk. Egli osserva che la pandemia ha rivelato la precarietà dei lavoratori dell'arte in Italia, portando a una mobilitazione collettiva come Art Workers Italia (AWI). Spera che la crisi favorisca una responsabilità collettiva piuttosto che obiettivi individuali. L'intervista fa parte della serie di Artribune sui giovani artisti in quarantena di Giuseppe Amedeo Arnesano.
Fatti principali
- Radio GAMeC e altre iniziative sociali di musei, fondazioni, riviste e gallerie sono stati notevoli sforzi di comunicazione digitale durante il lockdown.
- '2 minuti' del MAMbo e 'I Speak Contemporary' della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo hanno arricchito l'offerta culturale.
- Antonio Della Guardia è un artista nato a Salerno nel 1990.
- La ricerca di Della Guardia è iniziata nel 2019 a Kiev presso la Fondazione Izolyatsia per la mostra 'The corrosion of character, l'uomo flessibile' curata da Alessandra Troncone e Kateryna Filyuk.
- Sta riformulando le operazioni motorie di William Horatio Bates in 'tecniche di evasioni' per recuperare la visione a lunga distanza dai dispositivi digitali.
- La sua mostra personale all'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, curata da Vasco Forconi, è stata rinviata.
- Art Workers Italia (AWI) è un gruppo di nuova formazione che difende i diritti dei lavoratori dell'arte.
- L'intervista è stata condotta da Giuseppe Amedeo Arnesano per Artribune.
Entità
Artisti
- Antonio Della Guardia
- William Horatio Bates
- Giuseppe Amedeo Arnesano
- Alessandra Troncone
- Kateryna Filyuk
- Vasco Forconi
- Germano Celant
- Francesca Cattoi
Istituzioni
- Radio GAMeC
- MAMbo
- Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
- Fondazione Izolyatsia
- Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma
- Galleria Tiziana Di Caro
- Artribune
- AWI (Art Workers Italia)
- LUISS Master of Art
- Università del Salento
- Università La Sapienza di Roma
Luoghi
- Salerno
- Italy
- Kiev
- Ukraine
- Stockholm
- Sweden