Anselm Kiefer sulla distruzione, la storia e la sua installazione a Palazzo Ducale a Venezia
Anselm Kiefer ha realizzato un'installazione site-specific nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale a Venezia, visitabile fino a ottobre 2022. Intitolata 'Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po' di luce (Andrea Emo)', l'opera presenta nuovi dipinti che dialogano con capolavori storici di Bellini, Carpaccio, Veronese, Tiziano e Tintoretto. Il titolo cita il filosofo veneziano del Novecento Andrea Emo, le cui idee sull'essere e il nulla risuonano con la pratica di Kiefer. Kiefer discute del suo uso del fuoco come strumento creativo sin dagli anni Settanta, facendo riferimento a opere come 'Painting of the Scorched Earth' e alla sua mostra alla Biennale di Venezia del 1980 'Verbrennen, Verholzen, Versenken, Versanden'. Descrive il progetto biennale come una sfida a 'dipingere sopra' le opere del Tintoretto e a immergersi nella storia contraddittoria di Venezia. Kiefer considera la storia come materiale malleabile, non una narrazione fissa. Collega la distruzione alla creazione, affermando che 'la distruzione è un mezzo per fare arte', e menziona l'esposizione dei dipinti a elettrolisi e radiazioni. Riflettendo sulla guerra, sostiene che la Terza Guerra Mondiale è in corso dal 1991, criticando il trionfalismo occidentale post-sovietico. Kiefer ricorda la sua performance 'Occupations' del 1969 con il saluto hitleriano per affrontare i tabù. Trova ispirazione nelle rovine di Venezia e nei mosaici dorati della Basilica di San Marco, collegando l'oro agli escrementi attraverso Octavio Paz e il capitalismo. L'intervista è stata condotta da Arianna Testino per Artribune.
Fatti principali
- L'installazione site-specific di Anselm Kiefer nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale a Venezia è visitabile fino a ottobre 2022.
- L'installazione è intitolata 'Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po' di luce (Andrea Emo)'.
- I nuovi dipinti di Kiefer dialogano con opere di Bellini, Carpaccio, Veronese, Tiziano e Tintoretto.
- Il titolo cita il filosofo veneziano del Novecento Andrea Emo.
- Kiefer utilizza il fuoco come strumento creativo sin dai primi anni Settanta.
- Ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1980 con la mostra 'Verbrennen, Verholzen, Versenken, Versanden'.
- Kiefer descrive il progetto come una sfida biennale a 'dipingere sopra' le opere del Tintoretto.
- Afferma che 'la distruzione è un mezzo per fare arte' e espone i dipinti a elettrolisi e radiazioni.
- Kiefer sostiene che la Terza Guerra Mondiale è in corso dal 1991, criticando il trionfalismo occidentale post-sovietico.
- Ricorda la sua performance 'Occupations' del 1969 con il saluto hitleriano per affrontare i tabù.
- Kiefer trova ispirazione nelle rovine di Venezia e nei mosaici dorati della Basilica di San Marco.
- Collega l'oro agli escrementi attraverso Octavio Paz e il capitalismo.
- L'intervista è stata condotta da Arianna Testino per Artribune.
Entità
Artisti
- Anselm Kiefer
- Andrea Emo
- Bellini
- Carpaccio
- Veronese
- Titian
- Tintoretto
- Octavio Paz
- Bertolt Brecht
- Lao Tse
- Martin Heidegger
- Karl Marx
- Arianna Testino
Istituzioni
- Palazzo Ducale
- Gagosian
- Artribune
- Venice Biennale
Luoghi
- Venice
- Italy
- Donaueschingen
- Germany
- Palazzo Ducale
- Sala dello Scrutinio
- St. Mark's Basilica
- Venezia