La teoria stoica del virtuale nell'arte contemporanea di Anne Cauquelin
In 'Fréquenter les incorporels', la filosofa Anne Cauquelin si basa sulla teoria stoica per analizzare l'immateriale nell'arte contemporanea, dagli aloni invisibili della pittura alla virtualità digitale. Il libro alterna esposizione filosofica e descrizioni concrete di pratiche artistiche che coinvolgono vuoti, bianchi e ritiri, nonché l'arte concettuale e contestuale. Cauquelin sviluppa una teoria del cyberspazio che ripercorre il territorio aperto dalla mostra 'Les Immatériaux', affrontando riconfigurazioni di tempo e luogo, il ruolo della finzione e la poetica dell'interfaccia. Presenta una 'maquette' del virtuale senza nasconderne limiti e vicoli ciechi, identificando un 'momento stoico' nell'arte contemporanea. Il saggio è stato pubblicato su artpress nel luglio 2006.
Fatti principali
- Anne Cauquelin è una specialista di estetica e filosofia antica.
- Il libro utilizza la teoria stoica degli incorporei per esaminare l'immaterialità nell'arte.
- Discute le pratiche del vuoto: buco, bianco, ritiro.
- Cauquelin affronta le logiche dell'arte concettuale e contestuale.
- L'opera si basa sull'eredità della mostra 'Les Immatériaux'.
- Esplora le riconfigurazioni di tempo e luogo nella virtualità digitale.
- Il libro presenta una 'maquette' del virtuale, riconoscendone i limiti.
- Il saggio è stato pubblicato su artpress nel luglio 2006.
Entità
Artisti
- Anne Cauquelin
- John Cage
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —