La mostra 'Slaying' di Anna Ostoya alla Bortolami criticata per il trattamento superficiale della Giuditta di Gentileschi
Dal 25 febbraio al 23 aprile 2016, la Bortolami Gallery di New York ha ospitato la mostra di Anna Ostoya intitolata 'Slaying'. L'esposizione ha esaminato 'Giuditta che decapita Oloferne' di Artemisia Gentileschi attraverso interpretazioni cubiste. I critici hanno osservato che la mostra è risultata carente, mancando della profondità umana e della violenza dell'originale. Il lavoro di Ostoya è stato caratterizzato da uno stile associativo, con componenti formali apparentemente casuali. Tra le opere figuravano 'Oloferne che decapita Oloferne' e 'Giuditta che decapita Giuditta' (entrambe del 2016), in cui entrambi i personaggi condividono la stessa testa. I critici hanno sostenuto che le sue rappresentazioni gender-neutral hanno diluito il potere storico delle donne nell'arte. Inoltre, una galleria laterale mostrava stampe inkjet modificate dell'opera di Gentileschi. La mostra ha trascurato la narrazione biblica e le esperienze personali di Gentileschi. La galleria si trova al 520 West 20th Street, New York, con numero di telefono 212 727 2050.
Fatti principali
- La mostra 'Slaying' di Anna Ostoya si è tenuta dal 25 febbraio al 23 aprile 2016
- L'esposizione è stata allestita presso la Bortolami Gallery di New York
- Le opere hanno indagato il dipinto di Artemisia Gentileschi 'Giuditta che decapita Oloferne' (1614–20)
- I critici hanno descritto la mostra come carente di sostanza e approccio analitico
- Ostoya si è allontanata dalle interpretazioni femministe verso rappresentazioni gender-neutral
- La mostra includeva dipinti a olio e stampe inkjet con elementi digitali
- Artemisia Gentileschi era una pittrice barocca che subì stupro e ingiustizia
- Giuditta era un'eroina israelita che decapitò il generale assiro Oloferne
Entità
Artisti
- Anna Ostoya
- Artemisia Gentileschi
Istituzioni
- Bortolami
- artcritical
Luoghi
- New York
- United States