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La 'Poésie partout' di Anna Boschetti criticata per la visione dogmatica di Apollinaire

opinion-review · 2026-04-23

Il nuovo saggio di Anna Boschetti 'La Poésie partout' (Seuil) viene recensito come un contributo problematico alla storia delle avanguardie. Sebbene offra una monografia competente su Guillaume Apollinaire e la sociologia letteraria, il libro è rovinato da un'applicazione dogmatica del metodo sociologico di Pierre Bourdieu. Boschetti sostiene che le scelte estetiche di Apollinaire fossero strategiche, posizionandolo come figura centrale tra simbolismo e surrealismo. Tuttavia, il recensore sostiene che l'uso di 'poésie pure' da parte di Boschetti è profondamente ambiguo: storicizza il concetto ma allo stesso tempo lo impiega come criterio inesaminato di valore letterario, opponendo la letteratura 'pura' (buona) a quella 'impura' (cattiva). Ciò porta a una storia distorta in cui Apollinaire è visto come l'inventore della poesia moderna, del romanzo contemporaneo (tramite Joyce, Queneau, Leiris) e della pittura astratta (Duchamp, Delaunay, Picasso). Boschetti liquida il surrealismo come 'furbo' e accusa André Breton di aver liquidato l'eredità di Apollinaire, precipitando la poesia francese nell'oscurantismo. Il recensore trova questa interpretazione riduttiva, ignorando le opere politiche, erotiche e autobiografiche di Apollinaire. Il saggio è considerato un sintomo del malessere critico contemporaneo, che favorisce le tendenze formaliste (poesia sonora, Oulipo) rispetto alla letteratura eticamente impegnata.

Fatti principali

  • Anna Boschetti ha pubblicato 'La Poésie partout' con Seuil nella collana 'Liber'.
  • Il libro applica il metodo sociologico di Pierre Bourdieu a Guillaume Apollinaire.
  • Boschetti sostiene che le scelte estetiche di Apollinaire fossero strategiche.
  • Il recensore critica l'uso ambiguo di 'poésie pure' da parte di Boschetti.
  • Boschetti afferma che Apollinaire ha inventato la poesia moderna, il romanzo contemporaneo e la pittura astratta.
  • Liquida il surrealismo come 'furbo' e incolpa André Breton dell'oscurantismo.
  • Il recensore nota che Boschetti ignora le opere politiche, erotiche e autobiografiche di Apollinaire.
  • Il saggio è visto come un sintomo delle tendenze critiche contemporanee che favoriscono l'arte formalista.

Entità

Artisti

  • Guillaume Apollinaire
  • Max Jacob
  • Pierre Reverdy
  • Gustave Flaubert
  • Jules Romains
  • Paul Valéry
  • James Joyce
  • Raymond Queneau
  • Italo Calvino
  • Marcel Duchamp
  • Robert Delaunay
  • Pablo Picasso
  • Stéphane Mallarmé
  • Jean Moréas
  • Olivier Cadiot
  • André Salmon
  • Jean-Marie Gleize
  • Paul Claudel
  • André Breton
  • Louis Aragon
  • Antonin Artaud
  • Henri Brémond
  • Pierre Bourdieu
  • Michel Décaudin
  • Peter Read

Istituzioni

  • Seuil
  • N.R.F.
  • Minuit

Fonti