Angela Vettese sullo stato della critica d'arte: il potere passa a curatori e galleristi
In un'intervista con Artribune, la storica dell'arte e critica Angela Vettese sostiene che la critica d'arte non è cessata ma ha perso il potere di determinare le fortune degli artisti, un ruolo ora detenuto da curatori e galleristi. Nota che critici come Roberta Smith possono ancora influenzare le carriere, ma in generale curatori e mercanti agiscono attraverso mostre e produzione piuttosto che con le parole. Vettese sottolinea che la critica dovrebbe servire come contrappunto libero, spesso fallendo e diventando mera approvazione. Traccia il legame duraturo tra arte e capitale, citando mecenati storici come la famiglia Borghese, Correr e Rockefeller, ed esempi contemporanei come Steve McQueen, Isaac Julien ed El Anatsui finanziati da aziende. L'alleanza curatore-gallerista, dice, esiste dal XX secolo, con figure come Leo Castelli e Ileana Sonnabend che finanziavano le neoavanguardie. Vettese osserva che i percorsi accademici ora favoriscono i curatori rispetto ai critici perché i critici guadagnano meno e sono meno necessari, sopravvivendo solo come redattori o rare voci influenti. Respinge l'idea che la critica sia oggi più commerciale, ricordando critici coraggiosi come Lucy Lippard e Carla Lonzi che hanno vissuto rivoluzioni linguistiche. Afferma che i testi servono a spiegare le mostre, non a lanciare carriere; il successo viene dalle mostre, non dalla critica. Vettese conclude che i critici mancano del potere di produrre o esporre opere, un potere detenuto da galleristi e curatori.
Fatti principali
- Angela Vettese è una storica dell'arte e critica.
- La critica ha perso il potere di determinare le fortune degli artisti.
- Roberta Smith può ancora influenzare le carriere negli Stati Uniti.
- Curatori e galleristi ora detengono il potere attraverso mostre e produzione.
- La critica dovrebbe essere un contrappunto libero ma spesso diventa approvazione.
- L'arte è sempre stata legata al capitale, dalla famiglia Borghese a Rockefeller.
- Il finanziamento aziendale sostiene opere politicamente impegnate di Steve McQueen, Isaac Julien, El Anatsui.
- L'alleanza curatore-gallerista risale al XX secolo con figure come Leo Castelli.
- I percorsi accademici favoriscono i curatori perché i critici guadagnano meno.
- Critici come Lucy Lippard e Carla Lonzi erano coraggiosi ma hanno vissuto rivoluzioni linguistiche.
- I testi servono a spiegare le mostre, non a lanciare carriere.
- Il successo viene dalle mostre, non dalla critica.
- I critici mancano del potere di produrre o esporre opere.
Entità
Artisti
- Angela Vettese
- Roberta Smith
- Steve McQueen
- Isaac Julien
- El Anatsui
- Hans Haacke
- Leo Castelli
- Ileana Sonnabend
- Plinio De Marchis
- Fabio Sargentini
- Gianenzo Sperone
- Lucy Lippard
- Willoughby Sharp
- Pontus Hulten
- Carla Lonzi
- Nicolas Bourriaud
- Claire Bishop
- Bruce Altshuler
- Terry Smith
- Jeffrey Deitch
- Caterina Angelucci
Istituzioni
- Artribune
- Tate Modern
Luoghi
- Rome
- Venice
- New York
- United States
- America
- Italy