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Angela Vettese sullo stato della critica d'arte: il potere passa a curatori e galleristi

opinion-review · 2026-04-26

In un'intervista con Artribune, la storica dell'arte e critica Angela Vettese sostiene che la critica d'arte non è cessata ma ha perso il potere di determinare le fortune degli artisti, un ruolo ora detenuto da curatori e galleristi. Nota che critici come Roberta Smith possono ancora influenzare le carriere, ma in generale curatori e mercanti agiscono attraverso mostre e produzione piuttosto che con le parole. Vettese sottolinea che la critica dovrebbe servire come contrappunto libero, spesso fallendo e diventando mera approvazione. Traccia il legame duraturo tra arte e capitale, citando mecenati storici come la famiglia Borghese, Correr e Rockefeller, ed esempi contemporanei come Steve McQueen, Isaac Julien ed El Anatsui finanziati da aziende. L'alleanza curatore-gallerista, dice, esiste dal XX secolo, con figure come Leo Castelli e Ileana Sonnabend che finanziavano le neoavanguardie. Vettese osserva che i percorsi accademici ora favoriscono i curatori rispetto ai critici perché i critici guadagnano meno e sono meno necessari, sopravvivendo solo come redattori o rare voci influenti. Respinge l'idea che la critica sia oggi più commerciale, ricordando critici coraggiosi come Lucy Lippard e Carla Lonzi che hanno vissuto rivoluzioni linguistiche. Afferma che i testi servono a spiegare le mostre, non a lanciare carriere; il successo viene dalle mostre, non dalla critica. Vettese conclude che i critici mancano del potere di produrre o esporre opere, un potere detenuto da galleristi e curatori.

Fatti principali

  • Angela Vettese è una storica dell'arte e critica.
  • La critica ha perso il potere di determinare le fortune degli artisti.
  • Roberta Smith può ancora influenzare le carriere negli Stati Uniti.
  • Curatori e galleristi ora detengono il potere attraverso mostre e produzione.
  • La critica dovrebbe essere un contrappunto libero ma spesso diventa approvazione.
  • L'arte è sempre stata legata al capitale, dalla famiglia Borghese a Rockefeller.
  • Il finanziamento aziendale sostiene opere politicamente impegnate di Steve McQueen, Isaac Julien, El Anatsui.
  • L'alleanza curatore-gallerista risale al XX secolo con figure come Leo Castelli.
  • I percorsi accademici favoriscono i curatori perché i critici guadagnano meno.
  • Critici come Lucy Lippard e Carla Lonzi erano coraggiosi ma hanno vissuto rivoluzioni linguistiche.
  • I testi servono a spiegare le mostre, non a lanciare carriere.
  • Il successo viene dalle mostre, non dalla critica.
  • I critici mancano del potere di produrre o esporre opere.

Entità

Artisti

  • Angela Vettese
  • Roberta Smith
  • Steve McQueen
  • Isaac Julien
  • El Anatsui
  • Hans Haacke
  • Leo Castelli
  • Ileana Sonnabend
  • Plinio De Marchis
  • Fabio Sargentini
  • Gianenzo Sperone
  • Lucy Lippard
  • Willoughby Sharp
  • Pontus Hulten
  • Carla Lonzi
  • Nicolas Bourriaud
  • Claire Bishop
  • Bruce Altshuler
  • Terry Smith
  • Jeffrey Deitch
  • Caterina Angelucci

Istituzioni

  • Artribune
  • Tate Modern

Luoghi

  • Rome
  • Venice
  • New York
  • United States
  • America
  • Italy

Fonti