DNA del vaiolo antico in mummie cilene conferma che i colonizzatori europei portarono il virus nelle Americhe
La ricerca ha scoperto prove molecolari dirette che il vaiolo fu introdotto nelle Americhe dai colonizzatori europei, causando gravi impatti sulle comunità indigene. Questa rivelazione è emersa dall'esame dei resti mummificati di due probabili individui Inca sepolti nel nord del Cile durante l'era coloniale spagnola iniziale. Scoperti a Camarones 9 nel 1957, i campioni ossei analizzati negli anni '90 contenevano DNA di vaiolo ben conservato, strettamente legato a varianti europee, suggerendo che un'epidemia si verificò tra il 1492 e il 1631 d.C. Questa scoperta rafforza l'ipotesi che il virus sia stato portato dagli spagnoli, che catturarono l'imperatore Inca nei primi anni 1530. Lo studio, pubblicato su Science il 30 luglio, includeva approfondimenti della coautrice Constanza de la Fuente Castro, che ha spiegato che questi risultati chiariscono lesioni cutanee un tempo attribuite all'arsenico.
Fatti principali
- Prima prova molecolare diretta che i colonizzatori europei portarono il vaiolo nelle Americhe
- Resti mummificati di due individui, probabilmente Inca, trovati nel nord del Cile a Camarones 9
- Il DNA del vaiolo trovato negli scheletri era più strettamente correlato ai ceppi europei
- L'epidemia si verificò tra il 1492 e il 1631 d.C.
- Studio pubblicato su Science il 30 luglio
- I ricercatori cercavano originariamente DNA umano e della tubercolosi
- Il vaiolo uccise circa 500 milioni di persone prima dell'eradicazione nel 1980
- Il virus potrebbe aver ucciso il 95% della popolazione indigena delle Americhe
Entità
Istituzioni
- Indiana University
- University of Chile
- University of Dundee
- Science
- Associated Press
- New York Times
- NewScientist
- Reuters
Luoghi
- Chile
- northern Chile
- Camarones 9
- Peru
- Lithuania
- England
- Australia
- Sydney Harbor
- Mexico
- Central America
- South America