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L'Installazione Umida di Ana Lupaş: Monumenti Effimeri dalla Transilvania del 1966 alle Riletture Globali

publication · 2026-04-19

Nel 1966, l'artista rumena Ana Lupaş sviluppò l'Installazione Umida nella zona di Grigorescu a Cluj, ampliando successivamente il progetto nel 1970 con l'aiuto di 100 abitanti del villaggio di Mărgău, in Transilvania. Quest'opera, che mostrava lenzuola bagnate ad asciugare, evidenziava il significato del lavoro femminile durante l'epoca della collettivizzazione comunista. Lupaş ripropose questo tema come Simbolo per la Pace alla Biennale dei Giovani Artisti di Parigi del 1973 e successivamente come Monumento di Stracci nella Piazza dell'Università di Bucarest nel 1991, dove fu utilizzato tessuto scuro al posto dell'originario lino bianco. L'installazione è stata esaminata per la sua politica tessile e il suo significato memoriale, comparendo nella retrospettiva di Lupaş del 2008 a Innsbruck e nelle discussioni all'interno della rivista Arta e nell'antologia di Daniel Grun del 2020. Lupaş è rappresentata dalla galleria P420.

Fatti principali

  • Ana Lupaş creò l'Installazione Umida per la prima volta a Cluj, Romania, nel 1966
  • La versione del 1970 a Mărgău coinvolse 100 partecipanti del villaggio, per lo più donne
  • L'opera fu reinterpretata come Monumento di Stracci a Bucarest nel 1991 dopo le proteste anti-governative
  • Versioni in metallo furono esposte a Dunkerque, Francia (2019-20) e Székesfehérvár, Ungheria (1998)
  • La retrospettiva di Lupaş del 2008 si tenne al Taxispalais di Innsbruck, Austria
  • L'artista è rappresentata dalla galleria P420 a Bologna, Italia
  • La ricerca include l'analisi di Alina Șerban nell'antologia di Daniel Grun del 2020
  • L'opera si confronta con le tradizioni tessili durante il periodo della collettivizzazione in Romania

Entità

Artisti

  • Ana Lupaş
  • Mechtild Widrich
  • Silvia Eblmayr
  • Alina Șerban
  • Ramona Novicoc
  • Daniel Grun
  • Carlo Favero
  • Gabriel Felezeu
  • Marina Lupaş
  • Dan Perjovschi
  • Olivia Nițiș
  • Piotr Piotrowski
  • Maria Alina Asavei
  • Alexandra Urdea
  • Magdalena Buchczyk
  • Anca Arghir
  • Izabel Galliera
  • Wanda Mihuleac
  • Matthew Jesse Jackson
  • Ilya Kabakov
  • Mihai Drişcu
  • Magda Cârneci
  • Caterina Preda
  • Amy Bryzgel
  • Ileana Pintilie
  • Gail Kligman
  • Katherine Verdery
  • John Michael Montias
  • Tudor Pamfile
  • Mihai Lupescu
  • Radu Anton Roman
  • Sebestyén Székely
  • Aida Šehović
  • Edit András
  • Miška Mandić
  • Kuba Dorabialski
  • Mladen Miljanović
  • Ilona Németh

Istituzioni

  • ARTMargins Online
  • Taxispalais
  • P420 gallery
  • Young Artists Biennial
  • National Theater Bucharest
  • St. Stephen Museum
  • Frac Grand Large – Hauts-de France
  • Dunkerque Triennale
  • Ethnographic Museum of Transylvania
  • Village Museum Bucharest
  • Muzeul Astra (National Museum Complex ASTRA)
  • Central European University
  • Arta journal
  • Archive of Women Artists Research & Exhibitions (AWARE)
  • Soviet Publishing House
  • Cornell University Press
  • Princeton University Press
  • MIT Press
  • Manchester University Press
  • University of Chicago Press
  • Palgrave Macmillan
  • Routledge
  • Berghahn
  • St. James Press
  • Tauris
  • Reaktion
  • Les Presses du réel
  • The Economist

Luoghi

  • Cluj
  • Romania
  • Mărgău
  • Transylvania
  • Innsbruck
  • Austria
  • Bologna
  • Italy
  • Paris
  • France
  • Bucharest
  • University Square
  • Jiu Valley
  • Székesfehérvár
  • Hungary
  • Dunkerque
  • English Channel
  • Budapest
  • Sibiu
  • Lublin
  • Chile
  • Moscow
  • Chicago
  • New York
  • Oxford
  • London
  • Ithaca
  • Princeton
  • Cambridge

Fonti