Ammar Al Attar Trasforma il Proprio Corpo in uno Strumento per la Performance
L'artista emiratino Ammar Al Attar parla del suo passaggio dalla documentazione degli spazi all'uso del proprio corpo come medium. La sua mostra 'Out of Range' si è tenuta presso 421 all'inizio del 2023. Dopo le serie 'Prayer Room' (2012) e 'Salah', si è appassionato alla performance. Durante il lockdown pandemico del 2020, ha studiato l'arte performativa e ha iniziato a utilizzare materiali da ufficio come i timbri a inchiostro. La sua opera 'Covering' prevedeva la copertura di una vasca d'acqua in cemento a Sharjah con un telo nero, adattandosi quando il vento disturbava il tessuto. In 'Moving', ha strisciato attraverso un falaj (canale di irrigazione), ottenendo una camicia insanguinata. Esplora cerchi, linee e quadrati come simboli di ripetizione e confini. I suoi 'Visual Diaries' (2011) condividevano momenti privati quotidiani, anticipando la cultura dell'oversharing di Instagram. L'intervista appare in Canvas 104: 'Let's Get Physical – The Body in Art'.
Fatti principali
- Ammar Al Attar è un artista emiratino.
- La sua mostra 'Out of Range' è stata esposta presso 421 all'inizio del 2023.
- Non ha studiato fotografia formalmente, ma ha imparato attraverso workshop.
- La sua serie 'Prayer Room' è stata creata nel 2012.
- La serie 'Salah' lo ritrae nell'atto della preghiera.
- Ha iniziato a dedicarsi all'arte performativa all'inizio del 2020 durante il lockdown pandemico.
- Ha utilizzato un timbro a inchiostro come materiale nelle performance.
- La sua opera 'Covering' riguardava una vasca d'acqua in cemento a Sharjah.
- La performance 'Moving' si è svolta in un falaj (canale di irrigazione).
- Il suo progetto 'Visual Diaries' è iniziato nel 2011.
- L'intervista è stata pubblicata in Canvas 104.
Entità
Artisti
- Ammar Al Attar
Istituzioni
- 421
- Canvas
Luoghi
- Sharjah
- United Arab Emirates