Le sculture catacresi di Amalia Pica alla Fondazione Memmo di Roma
L'artista argentina Amalia Pica (nata nel 1978 a Neuquén) presenta 'Quasi Catachresis' alla Fondazione Memmo di Roma, esplorando la figura retorica della catacresi – estendere una parola oltre il suo significato proprio. Utilizzando oggetti trovati nei mercatini delle pulci romani come Porta Portese, sezioni di vetro su misura e utensili, assembla sculture ibride che oscillano tra gioco e precarietà. Le opere incorporano elementi di pericolo, come denti di sega affilati e fragili equilibri sostenuti da fili sottili. Pica ha tratto ispirazione dalle tradizioni locali di costruzione di burattini e dal Pinocchio di Collodi, con sfere di legno o vetro che fungono da giunture corporee suggerendo un potenziale movimento. Sulle finestre esterne compaiono ventuno idiomi inglesi – come 'shoe tongue' (lingua della scarpa), 'hammer head' (testa del martello), 'chair back' (schiena della sedia), 'eyes of the potato' (occhi della patata), 'elbow of the pipe' (gomito del tubo), 'eye of the needle' (occhio dell'ago) e 'heel of the club' (tallone del bastone) – che si materializzano nelle sculture, creando un'impollinazione incrociata semantica. La mostra si tiene alla Fondazione Memmo, a cura di Giorgia Basili.
Fatti principali
- Amalia Pica è nata a Neuquén, Argentina, nel 1978.
- La mostra si intitola 'Quasi Catachresis' alla Fondazione Memmo di Roma.
- La catacresi è una figura retorica che estende una parola oltre il suo significato proprio.
- Pica utilizza oggetti trovati al mercato di Porta Portese e sezioni di vetro su misura.
- Le sculture combinano elementi ludici e precari con il pericolo.
- Pica ha studiato la tradizione locale dei burattini e si è ispirata a Pinocchio.
- Ventuno idiomi inglesi appaiono sulle finestre esterne.
- Gli idiomi includono 'occhi della patata', 'gomito del tubo' e 'tallone del bastone'.
Entità
Artisti
- Amalia Pica
Istituzioni
- Fondazione Memmo
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Italy
- Neuquén
- Argentina
- Porta Portese