Il periodo svizzero di Alexej von Jawlensky esplorato in un'intima mostra a Lugano
Il Masi Lugano presenta una mostra focalizzata sul periodo svizzero e ticinese di Alexej von Jawlensky (1914–1921), tracciando la sua evoluzione artistica durante l'esilio a Saint-Prex, Zurigo e Ascona. La mostra evidenzia le sue seriali 'Variazioni'—paesaggi e volti che diventano campi intercambiabili di sperimentazione formale. Opere chiave includono 'Variazione. Sorgere del sole' (1918) e 'Volto del Salvatore' (1920). La mostra sostiene che lo spostamento forzato di Jawlensky durante la guerra lo costrinse a ridefinire la sua poetica, fondendo cambiamenti concreti della vita con la tragedia del conflitto mondiale. Ad Ascona, il suo 'laboratorio di forme' si intensificò, producendo opere come 'Testa astratta: favola araba' (1925) che accennano a nuove possibilità narrative. La mostra si conclude con un'opera tedesca del dopo-ritorno, esemplificando l'impatto duraturo dei suoi anni svizzeri.
Fatti principali
- La mostra al Masi Lugano si concentra sul periodo svizzero e ticinese di Alexej von Jawlensky.
- Jawlensky fuggì in Svizzera allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, vivendo a Saint-Prex, Zurigo e Ascona.
- La mostra traccia le sue seriali 'Variazioni' su paesaggi e volti.
- Opere chiave includono 'Variazione. Sorgere del sole' (1918) e 'Volto del Salvatore' (1920).
- Il primo paesaggio dipinto a Saint-Prex è chiamato 'madre di tutte le variazioni'.
- Ad Ascona, Jawlensky intensificò la sua sperimentazione formale, alternando paesaggio e ritratto.
- La mostra include 'Testa astratta: favola araba' (1925) come esempio di successiva influenza orientalista.
- L'ultima opera esposta proviene dal periodo successivo al suo ritorno in Germania.
Entità
Artisti
- Alexej von Jawlensky
Istituzioni
- Masi Lugano
- Galerie Kornfeld, Berna
- Artribune
Luoghi
- Lugano
- Switzerland
- Saint-Prex
- Zurich
- Ascona
- Toržok
- Wiesbaden
- Germany