Il 'Resto è Rumore' di Alex Ross esamina la musica del XX secolo
Alex Ross, musicologo e giornalista del New Yorker nato nel 1968, ha scritto 'Il resto è rumore', un libro che esamina la musica del XX secolo da Strauss e Mahler a John Adams. L'opera critica i concetti dell'avanguardia del dopoguerra che rifiutano il folklore, gli stili popolari e le particolarità nazionali in nome della modernità. Ross sostiene che la musica non può essere ridotta a una formula matematica, citando l'osservazione di Schoenberg: 'Non compongo principi, ma musica', contro la 'cricca degli schoenberghiani' tra cui Leibowitz e Adorno. Il libro mette in luce figure solitarie e inclassificabili e l'energia del be-bop e del rock, articolando connessioni che esprimono il pluralismo della musica. Ross sostiene che a cavallo del XXI secolo è inutile opporre perpetuamente la musica classica alla cultura popolare. Il volume include una guida all'ascolto audio e bibliografica, oltre a estratti sonori e riflessioni disponibili su www.therestisnoise.com.
Fatti principali
- Alex Ross è un musicologo e giornalista del New Yorker nato nel 1968.
- Il libro copre la musica del XX secolo da Strauss e Mahler a John Adams.
- Ross critica l'avanguardia del dopoguerra che rifiuta il folklore e gli stili popolari.
- Schoenberg è citato: 'Non compongo principi, ma musica.'
- Il libro menziona Leibowitz e Adorno come parte della 'cricca schoenberghiana'.
- Ross sostiene che è inutile opporre la musica classica alla cultura popolare.
- Include una guida all'ascolto audio e bibliografica.
- Contenuti aggiuntivi sono disponibili su www.therestisnoise.com.
Entità
Artisti
- Alex Ross
- Schoenberg
- Leibowitz
- Adorno
- Strauss
- Mahler
- John Adams
Istituzioni
- The New Yorker
- Éditions Actes Sud
- artpress
Fonti
- artpress —