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Alessandra Gatto su Fotografia, Ecologia e Materialità delle Immagini

publication · 2026-05-16

In un'intervista con Sara Benaglia per la serie Nuova Fotografia di ATP Diary, l'artista Alessandra Gatto discute la sua pratica, che rinegozia il rapporto tra fotografia, processi organici e urgenza ecologica. Gatto utilizza tecniche come l'antotipo e il clorotipo, che sono deperibili e instabili, per sfidare la genealogia industriale della fotografia e l'idea di archivi permanenti. Il suo progetto 'Radicale' impiega la clorofilla come agente fotosensibile, creando immagini che decadono in poche ore, criticando il controllo umano e l'Antropocene. 'Membrana' (2026, esposto presso la residenza Viafarini) utilizza l'alogenuro d'argento per creare paesaggi distopici, rivelando la tossicità insita nella fotografia. 'I miei occhi sono foglie verdi' (2024) impiega la microscopia confocale e la fluorescenza, traducendo dati scientifici in immagini visibili attraverso l'intervento artistico. Il lavoro di Gatto spesso coinvolge stratificazioni, archivi sia digitali che deperibili, e una coesistenza a-temporale di tecniche storiche e avanzate. Descrive la sua pratica come creazione di spazi 'ambientali' in cui la fotografia diventa un oggetto, e utilizza scenari distopici come strumenti critici. L'intervista prosegue una conversazione con Lucas Leffler sulle origini materiali della fotografia e gli imperativi ecologici.

Fatti principali

  • Alessandra Gatto intervistata da Sara Benaglia per la serie Nuova Fotografia di ATP Diary.
  • Gatto utilizza tecniche organiche e deperibili come l'antotipo e il clorotipo.
  • Il progetto 'Radicale' usa la clorofilla come agente fotosensibile; le stampe durano solo poche ore.
  • 'Membrana' esposto presso la residenza Viafarini nel 2026, usa l'alogenuro d'argento per creare paesaggi distopici.
  • 'I miei occhi sono foglie verdi' (2024) utilizza microscopia confocale e fluorescenza.
  • Gatto mantiene archivi sia digitali che deperibili; le opere spesso cambiano a causa del decadimento.
  • Fa riferimento alla teoria di Harold Wager degli anni '70 sulla connessione pianta-uomo.
  • Il lavoro di Gatto critica il sistema industriale estrattivo della fotografia.
  • L'intervista fa parte di una serie che prosegue una conversazione con Lucas Leffler.
  • Gatto usa la stratificazione come sintomo contemporaneo del sovraccarico di immagini digitali.

Entità

Artisti

  • Alessandra Gatto
  • Sara Benaglia
  • Lucas Leffler
  • Giovanni Anselmo
  • Harold Wager
  • Chi-Ta Wei
  • Zygmunt Bauman
  • Donna Haraway

Istituzioni

  • ATP Diary
  • Viafarini
  • Amarelli

Luoghi

  • Italy
  • Calabria

Fonti