La villa romana di Alberto Sordi diventerà un museo permanente
La Fondazione Museo Alberto Sordi sta portando avanti i piani per trasformare la villa del defunto attore in Via Druso 45 a Roma in un museo permanente. L'Assemblea Capitolina ha approvato interventi strutturali, tra cui nuovi spazi espositivi nel giardino e un portico vetrato, con una deroga al piano regolatore del 2008. La villa e il suo percorso archeologico sono stati dichiarati beni culturali dal Ministero dei Beni Culturali. Il museo ospiterà oltre 5.500 film e archivi personali, attualmente in fase di catalogazione e restauro presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Cinecittà. Aperta originariamente per il centenario della nascita di Sordi nel 2020, la casa museo è stata limitata dalle chiusure pandemiche. La consigliera Antonella Melito ha espresso soddisfazione per la dichiarazione di pubblico interesse che consente di ampliare le aree visitabili. Non è stata annunciata alcuna data di completamento.
Fatti principali
- La villa di Alberto Sordi in Via Druso 45 a Roma diventerà un museo permanente.
- L'Assemblea Capitolina ha approvato interventi strutturali con una deroga al piano regolatore del 2008.
- La villa e il percorso archeologico sono stati dichiarati beni culturali dal Ministero dei Beni Culturali.
- Gli spazi espositivi saranno nel giardino e in un portico vetrato con strutture rimovibili in metallo e vetro.
- Il museo conterrà oltre 5.500 film e archivi personali, attualmente a Cinecittà per il restauro.
- La casa museo è stata aperta nel 2020 per il centenario, ma è stata ostacolata dalla pandemia.
- La consigliera Antonella Melito ha elogiato la dichiarazione di pubblico interesse per l'ampliamento delle aree visitabili.
- Non è stata annunciata alcuna data di completamento.
Entità
Artisti
- Alberto Sordi
Istituzioni
- Fondazione Museo Alberto Sordi
- Assemblea Capitolina
- Ministero dei Beni Culturali e Ambientali
- Centro Sperimentale di Cinematografia
- Cinecittà
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Italy
- Via Druso 45
- Terme di Caracalla