La mostra di Alberto Burri da Mitchell-Innes & Nash mette in luce l'innovazione materiale del dopoguerra
Al 534 di West 26th Street a New York, Mitchell-Innes & Nash espone le opere di Alberto Burri fino al 19 gennaio, presentando la prima ampia retrospettiva della sua carriera in oltre 20 anni. Burri (1915-1995) era noto per l'uso innovativo di materiali come tela di sacco, plastiche e pannelli truciolari industriali, che influenzarono significativamente l'Arte Povera e l'Espressionismo Astratto americano. Tra le opere chiave figurano "Sacco 2" (1954) e "Rosso Plastica LA" (1966). La sua serie "Cretto" (1971-73) costituisce un omaggio alla città di Gibellina, devastata dal terremoto del 1968. Il tardo "Cretto d'oro" (1993) è realizzato in ceramica smaltata dorata. È degno di nota che Robert Rauschenberg e Cy Twombly visitarono Burri nel 1953. Questa mostra si affianca alla retrospettiva del Guggenheim "Alberto Burri: The Trauma of Painting", in corso fino al 6 gennaio 2016.
Fatti principali
- La mostra di Alberto Burri da Mitchell-Innes & Nash è rimasta aperta fino al 19 gennaio
- Prima panoramica della carriera a New York in oltre 20 anni
- Burri ha pionieristicamente utilizzato tela di sacco, plastiche e materiali industriali
- Ha influenzato l'Arte Povera e l'Espressionismo Astratto americano
- Tra le opere notevoli figurano "Sacco 2" (1954) e "Rosso Plastica LA" (1966)
- Burri ha creato un memoriale di land art a Gibellina, Sicilia, dopo il terremoto del 1968
- Robert Rauschenberg e Cy Twombly visitarono lo studio di Burri nel 1953
- Burri fu internato a Hereford, Texas, durante la Seconda Guerra Mondiale, dove iniziò a dipingere
Entità
Artisti
- Alberto Burri
- Robert Rauschenberg
- Cy Twombly
- Joseph Beuys
- Luciano Fontana
- Robert Smithson
Istituzioni
- Mitchell-Innes & Nash
- Solomon R. Guggenheim Museum
- New York Sun
- artcritical.com
- artcritical
Luoghi
- New York
- United States
- 534 West 26th Street
- Italy
- Sicily
- Gibellina
- Hereford
- Texas
- Tangiers
- Russia