Aimée Mullins sulla libertà protesica e l'identità
In un'intervista del 2010 pubblicata su art press 2 nel 2012, l'atleta, modella e attrice Aimée Mullins discute il suo rapporto con gli arti protesici, rifiutando l'etichetta di cyborg o ibrido. Sottolinea che le sue protesi fanno parte del suo corpo, non semplici oggetti, e critica i trattamenti accademici che la oggettivizzano. Mullins racconta la sua collaborazione con Alexander McQueen, le cui gambe progettate sono ora al MoMA, e la sua visita emotiva alla mostra 'Extreme Beauty' al Met. Distingue tra potenziamento e ibridità, affermando la sua umanità come base. Mullins descrive il dolore di indossare protesi, il lutto per non aver mai sentito sabbia o erba, e la sua identificazione infantile con 'La donna bionica'. Sostiene la scelta nel design protesico, andando oltre la sostituzione medica per celebrare la differenza. Mullins continua a sognare nuove gambe – per volare, nuotare, fatte di porcellana o piume – e lavora per cambiare le percezioni del corpo attraverso la Women's Sports Foundation e la promozione dell'attività fisica.
Fatti principali
- Intervista pubblicata su art press 2 n°25 'Cyborg' (maggio-giugno-luglio 2012).
- Mullins rifiuta di essere etichettata come cyborg o ibrido.
- È stata oggetto di nove pubblicazioni accademiche tra il 2007 e il 2009.
- Alexander McQueen ha progettato gambe per Mullins, ora al MoMA.
- Mullins ha visitato la mostra 'Extreme Beauty' al Met e ha provato tristezza nel vedere le sue gambe esposte.
- Si identifica con il personaggio de 'La donna bionica' Jamie Sommers.
- Mullins ha iniziato a indossare diverse gambe protesiche nel 1995.
- È stata presidente della Women's Sports Foundation.
- Intervista condotta nell'autunno 2010.
Entità
Artisti
- Aimée Mullins
- Alexander McQueen
Istituzioni
- MoMA
- Metropolitan Museum of Art
- Women's Sports Foundation
- art press
- TedMed
Luoghi
- New York
- United States
- London
Fonti
- artpress —