Ai Weiwei: Libertà, Detenzione e la Politica dell'Arte
Il Jeu de Paume di Parigi presenta Ai Weiwei: Entrelacs, la prima grande mostra francese dell'artista, in programma fino al 29 aprile. Concentrandosi su fotografia e video, la mostra esplora il lavoro di un artista che è stato arrestato dalle autorità cinesi il 3 aprile 2011, rilasciato su cauzione il 22 giugno 2011, e a cui è ancora vietato lasciare la Cina. In un'intervista con Heinz-Norbert Jocks, Ai Weiwei discute la sua pratica frammentata, la sua tardiva adozione dell'arte come mezzo principale intorno al 2005 dopo una mostra al Kunstmuseum di Berna, e la sua ossessione per internet dal 2005 come strumento di emancipazione. Rifiuta l'etichetta di 'artista politico', sostenendo che preoccuparsi per un collega scomparso è politico. Descrive i suoi 81 giorni di detenzione come un'esperienza del 'tempo come confine' e riflette su come il potere autoritario tema la libera comunicazione. Ai Weiwei affronta anche una fotografia di nudo pubblicata online, definendola una 'celebrazione del corpo' e della libera comunicazione, non pornografia. Riceve continue telefonate moleste, probabilmente orchestrate dallo stato, e vede la sua fama come una piattaforma per dare voce agli oppressi, non per guadagno personale.
Fatti principali
- Il Jeu de Paume di Parigi ospita Ai Weiwei: Entrelacs fino al 29 aprile.
- Ai Weiwei è stato arrestato il 3 aprile 2011 e rilasciato su cauzione il 22 giugno 2011.
- Ad Ai Weiwei è ancora vietato lasciare la Cina.
- La mostra si concentra su fotografia e video.
- Ai Weiwei si considera un artista perché tutte le sue attività riguardano l'espressione o la comunicazione.
- Si è dedicato completamente all'arte dopo una mostra del 2005 al Kunstmuseum Bern.
- È ossessionato da internet dal 2005, usandolo per un blog e per connettersi con estranei.
- Rifiuta l'etichetta di 'artista politico' e la definisce un concetto strano.
- È stato imprigionato per 81 giorni e ha vissuto il 'tempo come confine'.
- Ha pubblicato una fotografia di nudo online come celebrazione della libera comunicazione e del corpo.
- Riceve continue telefonate moleste, probabilmente da agenti statali.
- Crede che la fama debba essere usata per dare voce agli oppressi.
- L'intervista è stata condotta da Heinz-Norbert Jocks, corrispondente per Kunstforum International.
- L'intervista è stata tradotta dal tedesco da Stéphane Roth.
Entità
Artisti
- Ai Weiwei
Istituzioni
- Galerie nationale du Jeu de Paume
- Kunstmuseum Bern
- Parsons School of Design
- Kunstforum International
Luoghi
- Paris
- France
- China
- Beijing
- United States
- Bern
- Switzerland
- Africa
- Middle East
- Europe
- New York
Fonti
- artpress —