Ai Weiwei, Antony Gormley, Abraham Cruzvillegas sulle loro città
Una collaborazione tra Tate e The Guardian produce una serie di video che esplorano come gli ambienti urbani plasmino gli artisti contemporanei. Il primo episodio presenta Ai Weiwei su Pechino, una città che, secondo lui, privilegia la modernità a scapito dei bisogni umani, con conseguente perdita di identità e storia. Ai vive in un quartiere di migranti e studenti dove le gallerie godono di libertà creativa. Lo studio di Antony Gormley si trova a Kings Cross, Londra; le sue sculture, spesso figure isolate su tetti o ponti, mirano a evidenziare l'eccezionalità della vita piuttosto che intrattenere. Abraham Cruzvillegas attinge dalle contraddizioni e dalla precarietà di Città del Messico, assemblando oggetti usati in opere tragicamente equilibrate che esprimono protesta sociale e orgoglio popolare. I tre video mettono a confronto le loro poetiche divergenti.
Fatti principali
- Tate e The Guardian hanno collaborato a una serie di video su artisti e le loro città.
- Ai Weiwei parla di Pechino, sottolineando la mancanza di progettazione incentrata sull'uomo e la perdita di identità.
- Ai Weiwei vive in un'area di migranti e studenti dove le gallerie hanno libertà creativa.
- Lo studio di Antony Gormley si trova a Kings Cross, Londra.
- Le opere di Gormley non sono pensate per intrattenere ma per mostrare l'eccezionalità della vita.
- Abraham Cruzvillegas utilizza le contraddizioni e la precarietà di Città del Messico nella sua arte.
- Cruzvillegas assembla oggetti usati in un equilibrio tragico, esprimendo protesta sociale.
- La serie presenta tre poetiche artistiche divergenti.
Entità
Artisti
- Ai Weiwei
- Antony Gormley
- Abraham Cruzvillegas
- Federica Polidoro
Istituzioni
- Tate
- The Guardian
- Artribune
Luoghi
- Beijing
- China
- London
- United Kingdom
- Kings Cross
- Mexico City
- Mexico