La politica formale del video attivista esaminata nell'analisi di ARTMargins
Un'analisi del 2019 pubblicata da ARTMargins esamina il video attivista come pratica mediatica, considerandone gli aspetti formali e il rapporto con il cambiamento socio-politico. L'articolo fa riferimento all'occupazione del 2006 di Oaxaca, in Messico, ampiamente videoregistrata e vista come una rinascita della Comune. I video attivisti tipicamente aderiscono a forme probatorie, presentando filmati crowdsourcing attentamente montati come tracce indiziali di eventi. Questa politica della verità si basa pesantemente su interviste e rischia di inscrivere visioni gerarchiche della rivoluzione a scapito dell'uguaglianza e della potenzialità. A differenza della videoarte, dei graffiti e della protesta performativa, queste opere attirano poca attenzione sull'artificio cinematografico o sulla contingenza. L'analisi si interroga su come le scelte stilistiche influenzino la riflessione sul "non-qui-ancora" della politica prefigurativa. Alcuni video attivisti, tuttavia, evocano giocosamente un futuro già arrivato. Il contenuto è disponibile tramite MIT Press solo su abbonamento.
Fatti principali
- Articolo pubblicato il 15 ottobre 2019
- Pubblicato da ARTMargins
- Esamina il video attivista come pratica mediatica
- Fa riferimento all'occupazione del 2006 di Oaxaca, Messico
- I video attivisti utilizzano forme probatorie e filmati crowdsourcing
- Contrasta con videoarte, graffiti e protesta performativa
- Contenuto disponibile tramite abbonamento MIT Press
- Interroga le scelte stilistiche nella politica prefigurativa
Entità
Istituzioni
- ARTMargins
- MIT Press
Luoghi
- Oaxaca
- Mexico