La strategia 'Petrolio per Arte' di Abu Dhabi: Dal Deserto a Hub Culturale
Nel 2008, Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, non aveva praticamente alcuna infrastruttura culturale per gli amanti dell'arte, a parte un villaggio beduino ricostruito che vendeva ciabatte cinesi e zafferano iraniano stantio, e lo sfarzoso Emirates Palace hotel, costruito per oltre 1 miliardo di dollari per ospitare un vertice del Golfo. L'antico suk era stato demolito mesi prima. Nonostante la sua ricchezza petrolifera, la città mancava di musei, gallerie o luoghi d'arte significativi. Tuttavia, era in atto un cambiamento strategico: il governo lanciò un'ambiziosa iniziativa 'petrolio per arte' per trasformare Abu Dhabi in una destinazione culturale globale. Ciò comportò investimenti massicci in progetti culturali, tra cui lo sviluppo dell'isola di Saadiyat, che avrebbe ospitato sedi del Louvre e del Guggenheim, insieme a un centro per le arti performative e un museo marittimo. Il piano mirava a diversificare l'economia oltre il petrolio e a stabilire l'emirato come rivale di hub culturali regionali come Dubai e Doha. L'articolo, pubblicato su artpress nel gennaio 2008, critica questo approccio dall'alto, notando il netto contrasto tra l'attuale paesaggio culturale arido e il futuro grandioso immaginato.
Fatti principali
- Abu Dhabi non aveva strutture culturali per gli amanti dell'arte nel 2008.
- Le uniche attrazioni erano un villaggio beduino ricostruito e l'Emirates Palace hotel.
- L'Emirates Palace costò oltre 1 miliardo di dollari.
- L'antico suk fu distrutto mesi prima.
- Abu Dhabi lanciò una strategia 'petrolio per arte' per diventare una destinazione culturale.
- L'isola di Saadiyat avrebbe ospitato sedi del Louvre e del Guggenheim.
- La strategia mirava a diversificare l'economia oltre il petrolio.
- L'articolo fu pubblicato su artpress nel gennaio 2008.
Entità
Istituzioni
- Emirates Palace
- Louvre
- Guggenheim
- artpress
Luoghi
- Abu Dhabi
- United Arab Emirates
- Saadiyat Island
- Dubai
- Doha
Fonti
- artpress —