I video di Abounaddara riecheggiano i principi del Kino-Occhio di Dziga Vertov
Il collettivo cinematografico siriano Abounaddara ha prodotto una serie di brevi video osservativi, tra cui 'Just Do It' (2016), 'The Butcher of Aleppo' (2016) e 'And Yet It Moves' (2016), che si allineano con i postulati teorici del regista sovietico Dziga Vertov, in particolare i suoi concetti di 'Kino-Occhio' e 'Kino-Pravda'. Questi video catturano situazioni e attività quotidiane dei cittadini senza un visibile coinvolgimento del regista, incarnando l'appello di Vertov per una 'fabbrica di materiale filmico' che lasci una traccia precisa e inimitabile della vita. Vertov sosteneva l'abbandono di sceneggiature, costumi e recitazione, catturando invece la vita 'alla sprovvista' senza finzioni. L'approccio del collettivo tratta il cinema come una protesi dell'occhio umano, osservando le occorrenze casuali. Questa analisi, pubblicata su Minus Plato, si basa sugli scritti di Michelson del 1984 su Vertov, facendo riferimento a pagine specifiche per le citazioni. Il lavoro di Abounaddara si colloca nel contesto dell'arte contemporanea e delle pratiche documentaristiche, evidenziando l'influenza duratura delle idee di Vertov sulla narrazione visiva moderna.
Fatti principali
- Abounaddara è un collettivo cinematografico siriano.
- I video discussi includono 'Just Do It' (2016), 'The Butcher of Aleppo' (2016) e 'And Yet It Moves' (2016).
- I video sono osservativi e catturano la vita quotidiana senza il coinvolgimento del regista.
- L'analisi traccia parallelismi con i concetti di 'Kino-Occhio' e 'Kino-Pravda' di Dziga Vertov.
- Le idee di Vertov sono tratte dalla pubblicazione di Michelson del 1984, pagine 14-21, 41 e 45.
- Vertov sosteneva l'abbandono di sceneggiature e costumi, catturando la vita 'alla sprovvista'.
- Il cinema è descritto come una 'protesi dell'occhio umano'.
- L'articolo è pubblicato su Minus Plato.
Entità
Artisti
- Abounaddara
- Dziga Vertov
Istituzioni
- Minus Plato