5 Artiste Indigene del XX Secolo
L'articolo presenta cinque artiste indigene nordamericane storicamente trascurate: Jaune Quick-to-See Smith (Confederated Salish and Kootenai Tribes, nata nel 1940), Hulleah J. Tsinhnahjinnie (Navajo, nata nel 1954), Rebecca Belmore (Anishinaabekwe, nata nel 1960), Irene Avaalaaqiaq Tiktaalaaq (Inuit, nata nel 1941) e Kay WalkingStick (Cherokee, nata nel 1935). L'opera mista di Smith 'I See Red: Target' (1992) è stata acquisita dalla National Gallery of Art di Washington nel 2020, segnando il primo acquisto di un'opera di un artista nativo americano da parte dell'istituzione. Tsinhnahjinnie, professoressa alla UC Davis, usa la fotografia per contrastare gli stereotipi e rielaborare immagini storiche. Belmore ha rappresentato il Canada alla Biennale di Venezia del 2005 con la performance 'The Fountain' e ha creato 'Mawu-che-hitoowin' (1992), un'installazione che amplifica le voci delle donne native. Tiktaalaaq è nota per arazzi in lana e feltro ispirati alla mitologia inuit, preservando le tradizioni orali. WalkingStick crea paesaggi a dittico che esplorano la sua doppia eredità, con opere come 'Where Are the Generations?' (1991) che affrontano il declino demografico dopo la colonizzazione. L'articolo nota che le artiste indigene affrontano una triplice discriminazione—come non bianche, donne e artiste contemporanee—e che i progressi rimangono lenti nonostante traguardi come la rappresentanza di Jeffrey Gibson agli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 2024.
Fatti principali
- L'opera 'I See Red: Target' (1992) di Jaune Quick-to-See Smith è stata la prima opera di un artista nativo americano acquistata dalla National Gallery of Art di Washington nel 2020.
- Hulleah J. Tsinhnahjinnie è una fotografa Navajo e professoressa alla UC Davis che colora a mano le foto e rielabora immagini storiche.
- Rebecca Belmore ha rappresentato il Canada alla Biennale di Venezia del 2005 con 'The Fountain'.
- Irene Avaalaaqiaq Tiktaalaaq crea arazzi usando lana tinta, feltro e cotone ricamato, ispirati alle tradizioni orali inuit.
- Il dittico 'Where Are the Generations?' (1991) di Kay WalkingStick contrappone paesaggi astratti e realistici per affrontare il declino demografico indigeno.
- Jeffrey Gibson (Choctaw/Cherokee) ha rappresentato gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 2024.
- Le artiste indigene affrontano una triplice discriminazione basata su razza, genere e pratica contemporanea.
- Il 'Nomad Art Manifesto' di Smith sostiene l'evitare materiali tossici e ridurre lo spazio di archiviazione.
Entità
Artisti
- Jaune Quick-to-See Smith
- Hulleah J. Tsinhnahjinnie
- Rebecca Belmore
- Irene Avaalaaqiaq Tiktaalaaq
- Kay WalkingStick
- Jeffrey Gibson
- Andy Warhol
- Robert Rauschenberg
- Jasper Johns
- Dudley George
- Ken Deane
- Judith Nasby
Istituzioni
- National Gallery of Art
- University of California, Davis
- Venice Biennale
- National Museum of the American Indian
- Smithsonian
- Minneapolis Institute of Art
- RISD Museum
- Museum of Modern Art, New York
Luoghi
- Washington
- United States
- Canada
- Venice
- Italy
- Ipperwash Provincial Park
- New York