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La Biennale di Venezia 2026 sfida i presagi funesti con un'edizione gioiosa e incentrata sull'artigianato

exhibition · 2026-05-07

La Biennale d'Arte di Venezia 2026, intitolata 'In Minor Keys' e curata postuma da Koyo Kouoh, è stata inaugurata nonostante una serie di sfortune, tra cui la morte del curatore all'inizio dei preparativi, la perdita di diversi artisti chiave e controversie politiche. Contrariamente alle aspettative di una mostra cupa, l'esposizione è descritta come gioiosa, colorata e carnevalesca, affrontando con successo temi di post-colonialismo, diaspora africana, monumentalità, femminismo e autorappresentazione nera senza essere punitiva o documentaristica. La recensione evidenzia otto aspetti chiave: l'attenzione al non umano (piante, minerali), la celebrazione dell'artigianato, una qualità corale in cui le opere dialogano tra nazionalità, l'indifferenza per le origini nazionali degli artisti, elementi sensoriali come profumi e posti a sedere per il relax, il design espositivo degli architetti sudafricani Wolff (con blu e cartone alveolare), una notevole assenza di arte legata all'IA, e un equilibrio complessivo che evita il radicalismo pur affrontando temi pesanti come schiavitù, crisi climatica e migrazione. Viene elogiata la ristrutturazione del Padiglione Centrale con fondi PNRR. La recensione conclude che la Biennale racconta l'oppressione senza essere opprimente, esemplificata da un dipinto del 2019 sulle tragedie del mare di Lampedusa appeso in alto nel Padiglione Centrale.

Fatti principali

  • Biennale d'Arte di Venezia 2026 intitolata 'In Minor Keys' curata da Koyo Kouoh.
  • La curatrice Kouoh è morta all'inizio dei preparativi; diversi artisti sono morti.
  • Mostra inaugurata ai Giardini e all'Arsenale nonostante le previsioni di cancellazione.
  • Temi includono post-colonialismo, diaspora africana, femminismo, autorappresentazione nera.
  • La mostra è descritta come gioiosa, colorata e carnevalesca.
  • Enfasi sull'artigianato e sugli elementi non umani (piante, minerali).
  • Design espositivo dello studio sudafricano Wolff con blu e cartone alveolare.
  • Padiglione Centrale ristrutturato con fondi PNRR.
  • Notevole assenza di opere sull'intelligenza artificiale.
  • Un dipinto del 2019 sulle tragedie del mare di Lampedusa è appeso in alto nel Padiglione Centrale.
  • Recensione scritta da Massimiliano Tonelli per Artribune.

Entità

Artisti

  • Koyo Kouoh
  • Massimiliano Tonelli
  • Stefano Mancuso

Istituzioni

  • Artribune
  • Biennale di Venezia
  • Wolff (architects)
  • Padiglione Centrale
  • Arsenale

Luoghi

  • Venice
  • Italy
  • Giardini
  • Arsenale
  • Lampedusa

Fonti