Biennale di Venezia 1993: deterritorializzazione vs. marginalizzazione
La Biennale di Venezia del 1993 promuoveva la deterritorializzazione, con Louise Bourgeois nel padiglione statunitense, Joseph Kosuth in quello ungherese e Ilya Kabakov in quello israeliano. Nonostante il riconoscimento di nuove nazioni dell'ex blocco comunista, la Biennale continuò a confinare i paesi asiatici e africani nel seminterrato del padiglione centrale, ritenendoli troppo piccoli e poveri per avere propri padiglioni.
Fatti principali
- La Biennale di Venezia del 1993 predicava la deterritorializzazione.
- Louise Bourgeois espose nel padiglione statunitense.
- Joseph Kosuth espose nel padiglione ungherese.
- Ilya Kabakov espose nel padiglione israeliano.
- Furono riconosciute nuove nazioni dell'ex blocco comunista.
- I paesi asiatici e africani furono confinati nel seminterrato del padiglione centrale.
- Questi paesi erano considerati troppo piccoli e poveri per avere propri padiglioni.
Entità
Artisti
- Louise Bourgeois
- Joseph Kosuth
- Ilya Kabakov
Istituzioni
- Venice Biennale
Luoghi
- Venice
- Italy
Fonti
- artpress —