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Costumi di danza espressionisti degli anni '20 come avatar alla Biennale di Venezia

exhibition · 2026-04-27

Lavinia Schulz (1896-1924) e Walter Holdt (1899-1924) crearono costumi di danza espressionisti ad Amburgo, riscoperti negli anni '80 al Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg. Le loro opere, fotografate da Minya Diez-Dührkoop nel 1924, furono incluse nella mostra 'Il latte dei sogni' di Cecilia Alemani alla Biennale di Venezia del 2022, in particolare nella sezione 'La seduzione del cyborg'. I costumi, realizzati con materiali economici come carta, gesso, filo metallico, tessuto e chiodi, raffigurano esseri ibridi chiamati con nomi di divinità nordiche (Bibo, Tobaggan, Springvieh, Skirnir, Technik). Schulz studiò danza, musica e pittura sotto Lothar Schreyer al Bauhaus di Weimar. La coppia viveva in modo ascetico, rifiutando denaro e convenzioni sociali. Il 18 luglio 1924, Schulz sparò due colpi alla testa di Holdt e poi si uccise. Il loro figlio di un anno, Hans Heinz, sopravvisse. Le opere furono conservate non catalogate al museo, cosa che secondo Jan Reetze le protesse dalla distruzione nazista. I costumi incarnano un concetto di corpo virtuale, funzionando come avatar che proiettano la coscienza umana oltre i limiti materiali.

Fatti principali

  • Lavinia Schulz e Walter Holdt crearono costumi di danza espressionisti negli anni '20.
  • Le loro opere furono riscoperte negli anni '80 al Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg.
  • I costumi erano realizzati con carta, gesso, filo metallico, tessuto e chiodi.
  • Furono inclusi nella mostra della Biennale di Venezia del 2022 curata da Cecilia Alemani.
  • Schulz studiò sotto Lothar Schreyer al Bauhaus di Weimar.
  • La coppia rifiutava denaro e convenzioni sociali.
  • Il 18 luglio 1924, Schulz uccise Holdt e poi si suicidò.
  • Il loro figlio Hans Heinz sopravvisse.
  • I costumi furono fotografati da Minya Diez-Dührkoop nel 1924.
  • Le opere furono conservate non catalogate, proteggendole dalla distruzione nazista.

Entità

Artisti

  • Lavinia Schulz
  • Walter Holdt
  • Minya Diez-Dührkoop
  • Cecilia Alemani
  • Lothar Schreyer
  • Hans Heinz Stuckenschmidt
  • Karl Toepfer
  • Jan Reetze

Istituzioni

  • Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg
  • Bauhaus Weimar
  • Venice Biennale
  • Politecnico di Milano
  • Naba – Nuova Accademia di Belle Arti
  • Artribune

Luoghi

  • Lübben
  • Berlin
  • Hamburg
  • Weimar
  • Venice
  • Germany
  • Italy

Fonti