L'ossessione per il giallo di Van Gogh: teorie mediche contro manifesto artistico
Beaux Arts Magazine approfondisce l'uso profondo del giallo da parte di Vincent van Gogh (1853–1890) in opere come Girasoli e La casa gialla. Nel suo articolo, la giornalista Malika Bauwens discute varie ipotesi, tra cui la xantopsia, potenzialmente innescata dalla digitale, sebbene non ci sia prova che Van Gogh abbia ricevuto tale trattamento. Inoltre, il suo consumo di assenzio ad Arles, che conteneva tujone, è stato associato a disturbi visivi. Un'altra suggestione è l'avvelenamento da piombo dovuto a pigmenti come il bianco di piombo e il giallo cromo; ricerche degli anni '90 in Spagna hanno collegato i suoi sintomi—affaticamento, dolore addominale e neuropatie—all'esposizione al piombo, ma nessun test tossicologico ha verificato ciò. In alternativa, alcuni storici dell'arte propongono che la luce vibrante di Arles abbia ispirato l'uso del giallo da parte di Van Gogh, in contrasto con le sue esperienze a Parigi e nei Paesi Bassi. L'articolo presenta queste teorie senza giungere a una risposta conclusiva.
Fatti principali
- Van Gogh (1853–1890) usò il giallo come nessun altro pittore della sua generazione.
- La xantopsia, un disturbo visivo che causa una visione giallastra, potrebbe essere collegata alla digitale, un rimedio per il cuore.
- Il dottor Paul Gachet, medico di Van Gogh, conosceva la digitale e la usava sui pazienti.
- Non esiste alcuna prova documentale che Van Gogh sia stato curato con la digitale.
- Van Gogh era un forte bevitore di assenzio ad Arles; Paul Gauguin era preoccupato per questo.
- Il tujone nell'assenzio è stato accusato di causare disturbi della visione dei colori e allucinazioni.
- Van Gogh usava pigmenti tossici come il bianco di piombo e il giallo cromo in strati spessi.
- Una ricerca spagnola degli anni '90 ha collegato l'avvelenamento da piombo ai sintomi cronici di Van Gogh.
- Van Gogh aveva l'abitudine di mettersi i pennelli in bocca, documentata dai biografi.
- Nessuna analisi tossicologica postuma ha confermato l'avvelenamento da piombo.
- Van Gogh arrivò ad Arles nel febbraio 1888 e fu colpito dalla luce intensa.
- Descrisse il giallo come un equivalente terrestre del cielo giapponese, ispirato da Hokusai e Hiroshige.
- Nell'agosto 1888 scrisse: 'Che bel giallo!'
- L'articolo fa parte di una serie di Malika Bauwens che risponde a domande sull'arte.
Entità
Artisti
- Vincent van Gogh
- Paul Gauguin
- Hokusai
- Hiroshige
- Dr. Paul Gachet
Istituzioni
- Beaux Arts Magazine
Luoghi
- Arles
- France
- Netherlands
- Paris