La terza copia più antica dell'Inno di Caedmon trovata a Roma
Una copia finora sconosciuta dell'Inno di Caedmon, la poesia più antica sopravvissuta in inglese, è stata scoperta nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma da studiosi del Trinity College di Dublino. La poesia, un elogio della creazione di nove versi attribuito a un mandriano analfabeta del VII secolo, appare in un manoscritto del IX secolo della Historia Ecclesiastica di Beda, trascritto da un monaco dell'Italia settentrionale presso l'Abbazia di Nonantola. Questa versione è la terza più antica conosciuta, dopo le copie di Cambridge e San Pietroburgo, ma è unica nel collocare il testo in inglese antico nel corpo principale anziché nel margine. Il manoscritto è la quinta copia sopravvissuta più antica dell'opera di Beda e mostra una punteggiatura dopo ogni parola, indicando l'evoluzione delle convenzioni di spaziatura. Gli studiosi Mark Faulkner ed Elisabetta Magnanti hanno pubblicato i loro risultati il 28 aprile su 'Early Medieval England and its Neighbours'. La storia del manoscritto include il trasferimento a Roma entro la metà del XVII secolo, il furto durante le guerre napoleoniche, la ricomparsa nella collezione di Thomas Phillipps e l'acquisto da parte della biblioteca negli anni '70. La biblioteca sta digitalizzando le sue collezioni, con oltre 500 manoscritti già online.
Fatti principali
- Scoperto nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma da studiosi del Trinity College di Dublino.
- La poesia è l'Inno di Caedmon, nove versi, attribuito a un mandriano analfabeta del VII secolo.
- Il manoscritto è una copia del IX secolo della Historia Ecclesiastica di Beda, realizzata da un monaco dell'Italia settentrionale.
- Terza versione sopravvissuta più antica della poesia; quinta copia più antica dell'opera di Beda.
- L'inglese antico appare nel testo principale, non nel margine, riflettendo la crescente importanza della lingua.
- La poesia è punteggiata con punti fermi dopo ogni parola, mostrando lo sviluppo della spaziatura.
- Gli scribi si confusero e iniziarono a copiare un testo diverso tra i Libri I e II.
- Il manoscritto ha avuto origine all'Abbazia di Nonantola, poi è stato trasferito a Roma, rubato, e infine posseduto da Thomas Phillipps.
- La biblioteca sta digitalizzando le collezioni; oltre 500 manoscritti disponibili online.
- I risultati sono stati pubblicati il 28 aprile su 'Early Medieval England and its Neighbours'.
Entità
Artisti
- Caedmon
- Venerable Bede
- Bede
- Paul Muldoon
Istituzioni
- National Central Library of Rome
- Trinity College Dublin
- Abbey of Nonantola
- British Museum
- Cambridge University
- Cambridge University Press
- Whitby Abbey
- Nonantola Abbey
- National Centre for the Study of the Manuscript
Luoghi
- Rome
- Italy
- Cambridge
- St. Petersburg
- Modena
- Nonantola
- Northumbria
- England
- Saint Petersburg
- Russia
- St Petersburg
- North Yorkshire