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La terza copia più antica dell'Inno di Caedmon trovata a Roma

cultural-heritage · 2026-04-29

Una copia finora sconosciuta dell'Inno di Caedmon, la poesia più antica sopravvissuta in inglese, è stata scoperta nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma da studiosi del Trinity College di Dublino. La poesia, un elogio della creazione di nove versi attribuito a un mandriano analfabeta del VII secolo, appare in un manoscritto del IX secolo della Historia Ecclesiastica di Beda, trascritto da un monaco dell'Italia settentrionale presso l'Abbazia di Nonantola. Questa versione è la terza più antica conosciuta, dopo le copie di Cambridge e San Pietroburgo, ma è unica nel collocare il testo in inglese antico nel corpo principale anziché nel margine. Il manoscritto è la quinta copia sopravvissuta più antica dell'opera di Beda e mostra una punteggiatura dopo ogni parola, indicando l'evoluzione delle convenzioni di spaziatura. Gli studiosi Mark Faulkner ed Elisabetta Magnanti hanno pubblicato i loro risultati il 28 aprile su 'Early Medieval England and its Neighbours'. La storia del manoscritto include il trasferimento a Roma entro la metà del XVII secolo, il furto durante le guerre napoleoniche, la ricomparsa nella collezione di Thomas Phillipps e l'acquisto da parte della biblioteca negli anni '70. La biblioteca sta digitalizzando le sue collezioni, con oltre 500 manoscritti già online.

Fatti principali

  • Scoperto nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma da studiosi del Trinity College di Dublino.
  • La poesia è l'Inno di Caedmon, nove versi, attribuito a un mandriano analfabeta del VII secolo.
  • Il manoscritto è una copia del IX secolo della Historia Ecclesiastica di Beda, realizzata da un monaco dell'Italia settentrionale.
  • Terza versione sopravvissuta più antica della poesia; quinta copia più antica dell'opera di Beda.
  • L'inglese antico appare nel testo principale, non nel margine, riflettendo la crescente importanza della lingua.
  • La poesia è punteggiata con punti fermi dopo ogni parola, mostrando lo sviluppo della spaziatura.
  • Gli scribi si confusero e iniziarono a copiare un testo diverso tra i Libri I e II.
  • Il manoscritto ha avuto origine all'Abbazia di Nonantola, poi è stato trasferito a Roma, rubato, e infine posseduto da Thomas Phillipps.
  • La biblioteca sta digitalizzando le collezioni; oltre 500 manoscritti disponibili online.
  • I risultati sono stati pubblicati il 28 aprile su 'Early Medieval England and its Neighbours'.

Entità

Artisti

  • Caedmon
  • Venerable Bede
  • Bede
  • Paul Muldoon

Istituzioni

  • National Central Library of Rome
  • Trinity College Dublin
  • Abbey of Nonantola
  • British Museum
  • Cambridge University
  • Cambridge University Press
  • Whitby Abbey
  • Nonantola Abbey
  • National Centre for the Study of the Manuscript

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • Cambridge
  • St. Petersburg
  • Modena
  • Nonantola
  • Northumbria
  • England
  • Saint Petersburg
  • Russia
  • St Petersburg
  • North Yorkshire

Fonti