La pratica autofinzionale di Sultan Çoban: appartenenze temporanee
Sultan Çoban, artista curda residente tra il Nord Europa e Roma, si dedica a performance, progetti audiovisivi, testi e installazioni. Incarna una persona fittizia che porta il suo stesso nome, usando l'ironia per esplorare temi di identità curda, migrazione e iperfemminilità. Tra le opere notevoli figurano 'Unveiling for a Play' (2024) e 'Zêr' (2023), in cui ha esposto repliche dei gioielli di sua madre. La mostra presenta oggetti come una tenda floreale, una fotografia di sua madre, rose secche, un rossetto usato, un biglietto del treno e una penna d'albergo, rappresentanti beni effimeri. Le sue performance includono ballate arabesk, canzoni d'amore curde e brani pop. Durante la residenza all'Istituto Svizzero di Roma, ha tratto ispirazione dalla grandiosità della città e dall'estetica barocca.
Fatti principali
- Sultan Çoban è un'artista curda che vive tra il Nord Europa e Roma.
- Interpreta un personaggio fittizio di nome Sultan Çoban.
- La sua pratica include performance, audiovisivo, testo e installazione.
- Opere chiave: 'Unveiling for a Play' (2024) e 'Zêr' (2023).
- Per 'Zêr', ha indossato una replica dei gioielli di sua madre per due settimane prima dell'inaugurazione.
- Gli oggetti esposti includono una tenda floreale, una fotografia, una rosa secca, un rossetto, un biglietto del treno e una penna d'albergo.
- Le sue performance incorporano musica arabesk, canzoni d'amore curde e pop da una radio.
- Ha avuto una residenza all'Istituto Svizzero di Roma.
- Descrive Roma come fonte di ispirazione per ricominciare a cantare.
- La sua iperfemminilità è contestualizzata nel femminismo post-berlusconiano.
Entità
Artisti
- Sultan Çoban
Istituzioni
- Istituto Svizzero
Luoghi
- Rome
- Italy
- Northern Europe
- Kurdistan
- New York