Studio rivela diffusa contaminazione da PFAS in diverse specie di balene e delfini
Una recente ricerca dimostra che le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), sostanze chimiche sintetiche note come 'sostanze chimiche eterne', contaminano ora una gamma più ampia di specie di balene e delfini rispetto a quanto precedentemente documentato. Lo studio, analizzando campioni di fegato di 127 individui spiaggiati appartenenti a 16 specie nelle acque della Nuova Zelanda, ha rilevato che l'habitat è un fattore predittivo minore dei livelli di contaminazione. Al contrario, fattori biologici come età e sesso sono indicatori più forti, con animali più anziani, di maggiori dimensioni e maschi che mostrano accumuli più elevati. I risultati indicano che questi inquinanti persistenti hanno permeato tutti i livelli della rete alimentare marina, dai delfini costieri alle balene che si immergono in profondità, sollevando preoccupazioni sugli impatti sanitari per le specie vulnerabili e sulla resilienza dell'ecosistema.
Fatti principali
- La contaminazione da PFAS colpisce balene e delfini in habitat diversi, comprese le specie che si immergono in profondità
- Età e sesso sono predittori più forti dell'accumulo di PFAS rispetto alla posizione dell'habitat
- Lo studio ha analizzato 127 individui spiaggiati appartenenti a 16 specie nelle acque della Nuova Zelanda
- Le PFAS sono sostanze chimiche sintetiche che persistono nell'ambiente e si accumulano nelle reti alimentari
- La ricerca solleva preoccupazioni sugli impatti sanitari per i mammiferi marini e sulla resilienza dell'ecosistema
Entità
Istituzioni
- Massey University
- University of Auckland
- University of Technology Sydney
- Australian Museum
- University of Wollongong
- Bioeconomy Science Institute
Luoghi
- New Zealand
- Aotearoa