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Le strategie artistiche di Sonia Boyce sfidano la classificazione storico-artistica

publication · 2026-04-22

In Afterall Journal 49, Nizan Shaked esamina la sfida di Sonia Boyce alle tradizionali categorizzazioni storico-artistiche. Boyce, emersa negli anni '80, ha creato significativi pastelli come 'She Ain't Holding Them Up, She's Holding on (Some English Rose)' (1986) e 'Missionary Position II' (1985), che fondono la figurazione con questioni legate alla diaspora britannico-caraibica, alle dinamiche di genere e al patrimonio familiare. Shaked sottolinea l'integrazione del discorso femminista e della rappresentazione razziale da parte di Boyce. I suoi progetti successivi, tra cui la serie di sculture interattive in corso 'Do you want to touch?' (1993–presente) e l'installazione video 'Exquisite Cacophony' (2015), privilegiano la collaborazione e il coinvolgimento del pubblico. Il saggio critica la tendenza della critica d'arte a semplificare le opere in base all'etnia, evidenziando le forme innovative e l'estetica politicamente carica di Boyce.

Fatti principali

  • Saggio pubblicato in Afterall Journal 49 l'8 aprile 2020
  • Scritto da Nizan Shaked
  • Boyce è emersa negli anni '80 con grandi pastelli figurativi su carta
  • Opere chiave includono 'She Ain't Holding Them Up, She's Holding on (Some English Rose)' (1986) e 'Missionary Position II' (1985)
  • 'Do you want to touch?' (1993–in corso) è una serie di sculture realizzate con extension per capelli
  • 'Exquisite Cacophony' (2015) ha visto la partecipazione di Elaine Mitchener e Astronautalis al Victoria and Albert Museum
  • Il lavoro di Boyce risponde ai dibattiti femministi degli anni '70 e '80
  • Shaked confronta l'approccio di Boyce con quello di Mary Kelly e Adrian Piper
  • La pratica di Boyce sfida la classificazione per medium o genere
  • Il saggio discute la marginalizzazione degli artisti neri britannici negli anni '80

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Fonti