'Stock Photo' di Simona Supekar esamina il razzismo nelle immagini d'archivio
Il primo libro di Simona Supekar, 'Stock Photo' (2026), parte della serie Object Lessons di Bloomsbury, indaga come la fotografia d'archivio perpetui le gerarchie razziali. Supekar, professoressa di inglese al Pasadena City College ed ex keyworder di immagini d'archivio, sostiene che queste immagini plasmino le aspettative sociali e influenzino le rappresentazioni generate dall'IA. Cita esempi come la sovrarappresentazione di indiani dalla pelle chiara su Getty Images e risultati inquietanti per le ricerche di 'uomo d'affari nero'. Il libro fonde ricerca e storia personale, inclusa la sua stessa apparizione in una foto d'archivio sulla homepage di Yahoo. Supekar si basa sul concetto di 'cybertypes' di Lisa Nakamura e mette in discussione il suo ruolo nella creazione di stereotipi. Il libro si conclude con un ritratto di un bambino palestinese, spingendo a riflettere sulle future eredità visive.
Fatti principali
- Primo libro di Simona Supekar 'Stock Photo' pubblicato nel 2026 da Bloomsbury Academic.
- Parte della serie Object Lessons di Bloomsbury.
- Supekar è professoressa di inglese al Pasadena City College.
- In precedenza ha lavorato come keyworder di immagini d'archivio negli anni 2000.
- Il libro esamina come la fotografia d'archivio perpetui stereotipi razziali.
- Cita la teoria dei 'cybertypes' di Lisa Nakamura.
- Nota che le ricerche per 'maternità' e 'indiano' producono per lo più risultati generati dall'IA.
- Una ricerca per 'uomo d'affari nero' mostrava un uomo con cocaina.
- Supekar appare in una foto d'archivio sulla homepage di Yahoo con didascalia 'Nuovi punti caldi per ventenni altamente istruiti'.
- Il libro si chiude con un ritratto d'archivio di un bambino palestinese.
Entità
Artisti
- Simona Supekar
- Lisa Nakamura
Istituzioni
- Bloomsbury Academic
- Pasadena City College
- Getty Images
- Yahoo
- Unsplash
- Hyperallergic
Luoghi
- Pasadena
- United States