Il libro di Silvia Camporesi esamina la trasformazione digitale della fotografia
Silvia Camporesi ha pubblicato un saggio filosofico intitolato 'Una foto è una foto è una foto' che si inserisce nei dibattiti contemporanei sulla post-fotografia. L'opera esplora il cambiamento ontologico tra la produzione di immagini analogiche e digitali, sostenendo che le immagini digitali funzionano più come 'contratti affettivi' che come fotografie tradizionali. Camporesi esamina come il rapporto della fotografia digitale con la realtà differisca dai metodi analogici, suggerendo che le immagini digitali creano nuove esistenze piuttosto che certificare quelle esistenti. Il libro fa riferimento al lavoro fondamentale di Martin Lister di trent'anni fa e ai concetti del filosofo Byung-Chul Han. Camporesi, fotografa affermata il cui lavoro è stato recentemente esposto al Macro nella sede di Testaccio a Roma, fonda le discussioni teoriche con esempi pratici tratti dalla pratica fotografica.
Fatti principali
- Silvia Camporesi ha pubblicato il libro 'Una foto è una foto è una foto'
- L'opera analizza il cambiamento ontologico dalla fotografia analogica a quella digitale
- Camporesi sostiene che le immagini digitali funzionano come 'contratti affettivi' piuttosto che come fotografie tradizionali
- Il libro fa riferimento al lavoro di Martin Lister di trent'anni fa sulla mutazione fotografica
- Secondo l'analisi, la fotografia digitale crea nuove esistenze piuttosto che certificare la realtà esistente
Entità
Artisti
Istituzioni
- Galleria del Cembalo – Z2O Sara Zanin Gallery
- Macro
Luoghi
- Rome
- Curon
Fonti
- Artslife —