La serie Ghostwriter di Sheida Soleimani esplora la diaspora iraniana attraverso la fotografia simbolica
L'artista Sheida Soleimani discute la sua serie fotografica Ghostwriter, che esamina temi della diaspora iraniana, del rifugio politico e della storia familiare attraverso immagini surreali. La serie comprende opere realizzate dal 2021 al 2026, con mostre rappresentate da gallerie tra cui Edel Assanti a Londra, Harlan Levey Projects a Bruxelles e Yancey Richardson a New York. Soleimani spiega che la sua pratica artistica è profondamente influenzata dalle esperienze dei suoi genitori come rifugiati politici dall'Iran. Sua madre era un'infermiera che si prendeva cura degli animali dopo l'immigrazione negli Stati Uniti, mentre suo padre rimane politicamente attivo. Questi ricordi d'infanzia di cura e trauma politico informano il suo linguaggio visivo. In Ghostwriter, i soggetti rimangono anonimi per proteggere l'identità dei suoi genitori e per criticare le tradizioni fotografiche coloniali come la frenologia e la fisiognomica. La serie incorpora animali come esseri autonomi piuttosto che simboli, rifiutando interpretazioni antropocentriche. Soleimani utilizza oggetti di scena come parte di un lessico simbolico per costruire narrazioni su eventi storici. Un'opera fa riferimento all'antico gioco persiano Snakes and Ladders come metafora dei viaggi precari dei rifugiati. Un altro pezzo presenta il motto di vita di suo padre tratto da un'antica poesia persiana: 'Siamo l'onda il cui conforto è la nostra rovina', interpretato come 'il conforto equivale alla morte'. L'artista mira a sfidare il dominio storico della fotografia da parte di uomini bianchi eterosessuali e a portare l'attenzione sulle attuali condizioni in Iran, dove persistono interruzioni di internet e repressione politica. Il suo lavoro cerca di trasmettere storie che non possono attraversare i confini nazionali a causa delle restrizioni governative.
Fatti principali
- Sheida Soleimani è l'artista dietro la serie fotografica Ghostwriter
- La serie comprende opere create dal 2021 al 2026
- I genitori di Soleimani sono rifugiati politici dall'Iran
- Sua madre era un'infermiera che si prendeva cura di animali feriti negli Stati Uniti
- I soggetti in Ghostwriter sono anonimi per proteggere le identità e criticare la fotografia coloniale
- La serie fa riferimento all'antico gioco Snakes and Ladders come metafora dei rifugiati
- Soleimani utilizza oggetti di scena come elementi simbolici per costruire il linguaggio visivo
- L'artista mira a evidenziare le attuali condizioni politiche in Iran attraverso il suo lavoro
Entità
Artisti
- Sheida Soleimani
Istituzioni
- Edel Assanti
- Harlan Levey Projects
- Yancey Richardson
Luoghi
- London
- Brussels
- New York
- Iran
- United States
- Khorasan