ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Serpenti alla Mostra del Cinema di Venezia: una lettura kafkiana del femminicidio

festival-fair · 2026-09-06

All'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Roberto De Paolis Maino ha presentato il suo nuovo film 'Serpenti', co-scritto con i fratelli D'Innocenzo. Il film vede Leonardo Lidi nei panni di Paolo Marra, un uomo che confessa l'omicidio della moglie, solo per trovarsi di fronte a un surreale labirinto burocratico in cui nessuno sembra disposto a condannarlo. Ambientato quasi interamente in una stazione di polizia nell'arco di una giornata, la narrazione segue i tentativi di Marra di costituirsi ed espiare, ma viene ostacolato da una serie di personaggi grotteschi, tra cui un poliziotto sbrigativo interpretato da Alessandro Borghi e un avvocato difensore interpretato da Pietro Castellitto, che assurda argomenta la sua innocenza. Valeria Golino appare come una cartomante che pronuncia un monologo filosofico sulla colpa, concludendo che un femminicidio non conta nulla. Il film è descritto come una metafora grottesca dell'indifferenza sociale verso la violenza di genere, con la vittima che rimane una figura assente. La sceneggiatura evita deliberatamente la linearità, accumulando deviazioni e slittamenti di significato, trasformando i personaggi in figure concettuali all'interno di una più ampia interrogazione filosofica e sociale. La scenografia di Elisabetta Zanini sottolinea l'importanza del luogo, con scene in una stazione di polizia e in un bar di periferia. Il film è stato presentato in anteprima alla Mostra di Venezia, e l'articolo è stato scritto da Barbara Frigerio.

Fatti principali

  • Il film 'Serpenti' è stato presentato all'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
  • Diretto da Roberto De Paolis Maino, co-scritto con i fratelli D'Innocenzo
  • Leonardo Lidi interpreta Paolo Marra, un uomo che confessa l'omicidio della moglie
  • Alessandro Borghi interpreta un poliziotto, Pietro Castellitto un avvocato, Valeria Golino una cartomante
  • Il film è ambientato quasi interamente in una stazione di polizia nell'arco di una giornata
  • La narrazione esplora il paradosso di un femminicida che vuole essere punito ma incontra resistenza burocratica
  • La vittima rimane un personaggio invisibile, a simboleggiare l'incuria sociale verso la violenza di genere
  • La scenografia di Elisabetta Zanini è evidenziata come parte integrante della storia

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Venice International Film Festival
  • Artribune

Luoghi

  • Venice
  • Italy

Fonti