Gli scienziati svelano perché i cervelli antichi sopravvivono per millenni
Un nuovo studio pubblicato il 7 agosto sul Journal of Proteome Research rivela perché alcuni cervelli umani si sono conservati per migliaia di anni. Condotto da Alexandra Seviour, paleobiologa dell'Università di Oxford, la ricerca mostra che ambienti umidi e poveri di ossigeno possono effettivamente aiutare a proteggere il tessuto cerebrale dalla decomposizione. I ricercatori hanno esaminato 72 esemplari di topo in varie condizioni—umido/ricco di ossigeno, umido/povero di ossigeno, secco/ricco di ossigeno e secco/povero di ossigeno—per periodi da 24 ore a sei mesi. Hanno scoperto che in ambienti ricchi di ossigeno, le proteine si degradano rapidamente a causa dei radicali liberi, mentre in scenari a basso contenuto di ossigeno, questi radicali si legano alle proteine, rendendole più resistenti. Questo processo spiega la conservazione di oltre 4.400 cervelli umani, alcuni fino a 12.000 anni, spesso trovati in luoghi acquatici come relitti di navi e grotte allagate. Richard Evershed, geochimico organico presso l'Università di Bristol, non coinvolto nello studio, suggerisce che ulteriori indagini su altri tessuti e materiali archeologici potrebbero essere utili, soprattutto per quanto riguarda l'invecchiamento cerebrale e malattie come l'Alzheimer.
Fatti principali
- Sono stati scoperti più di 4.400 cervelli umani conservati, alcuni di 12.000 anni.
- Studio pubblicato sul Journal of Proteome Research il 7 agosto.
- Ricerca condotta da Alexandra Seviour presso l'Università di Oxford.
- Esperimenti hanno utilizzato 72 carcasse di topo in quattro condizioni di sepoltura.
- Gli ambienti ricchi di ossigeno causano una rapida degradazione delle proteine tramite radicali liberi.
- Gli ambienti poveri di ossigeno causano il legame dei radicali liberi alle proteine, rendendole più resistenti.
- I cervelli conservati si trovano spesso in aree acquatiche e povere di ossigeno come relitti di navi e grotte allagate.
- I risultati potrebbero avere implicazioni per la comprensione dell'invecchiamento cerebrale e della malattia di Alzheimer.
Entità
Artisti
- Alexandra Seviour
- Richard Evershed
Istituzioni
- University of Oxford
- University of Bristol
- Journal of Proteome Research
Luoghi
- England