I film di Saodat Ismailova tracciano la scomparsa in Asia centrale
Il lavoro della regista uzbeka Saodat Ismailova esplora come le realtà presenti siano plasmate dai mutevoli rapporti tra umani, non umani e paesaggi. Il suo film 'Aral, Fishing in an Invisible Sea' (2004) documenta il collasso ecologico del Lago d'Aral a causa dell'irrigazione sovietica per il cotone, seguendo tre generazioni di una famiglia di pescatori. 'The Haunted' (2017) esamina la tigre turanica estinta e la perdita culturale. 'Melted into the Sun' (2024) reimmagina la figura dell'VIII secolo al-Muqanna, intrecciando deserti e siti industriali attraverso Uzbekistan, Kirghizistan e Kazakistan. I film di Ismailova sono in mostra al National Museum of Asian Art di Washington, DC, dal 13 giugno al 29 novembre 2026, e al LUMA Arles dal 4 luglio 2026 al 10 gennaio 2027.
Fatti principali
- Saodat Ismailova è una regista e artista uzbeka.
- Il suo film 'Aral, Fishing in an Invisible Sea' (2004) documenta l'essiccamento del Lago d'Aral a causa dell'irrigazione sovietica per il cotone.
- Il Lago d'Aral fu deviato negli anni '60 per la produzione di cotone, causando una catastrofe ecologica.
- 'The Haunted' (2017) si concentra sulla tigre turanica estinta e la perdita del patrimonio culturale.
- 'Melted into the Sun' (2024) reimmagina la figura dell'VIII secolo al-Muqanna.
- Il film viaggia attraverso Uzbekistan, Kirghizistan e Kazakistan.
- Il lavoro di Ismailova è in mostra al National Museum of Asian Art di Washington, DC, dal 13 giugno al 29 novembre 2026.
- La sua opera 'Amanat, The Sacred Forest' è al LUMA Arles dal 4 luglio 2026 al 10 gennaio 2027.
Entità
Artisti
- Saodat Ismailova
- al-Muqanna
Istituzioni
- National Museum of Asian Art
- LUMA Arles
- ArtReview
Luoghi
- Uzbekistan
- Kazakhstan
- Kyrgyzstan
- Central Asia
- Aral Sea
- Akkala
- Mizdakhan Necropolis
- Kirov Reservoir
- Washington, DC
- Arles