Il segreto del calcestruzzo romano: la carbonatazione, non solo la cenere vulcanica, chiave della durabilità millenaria
Uno studio pubblicato su Science Advances l'8 luglio rivela che la carbonatazione, non solo la reazione pozzolanica, contribuisce alla longevità del calcestruzzo romano. I ricercatori guidati da Paulo J. M. Monteiro dell'UC Berkeley hanno analizzato un campione di calcestruzzo proveniente da una latrina di 1.900 anni fa a Villa Adriana a Tivoli, in Italia, sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Il campione ha mostrato che la calcite, formata quando la CO2 atmosferica reagisce con composti di calcio, riempie crepe e pori, rafforzando il materiale nel tempo. Ciò si basa sulla ricerca del 2023 di Admir Masic del MIT che suggeriva che le reazioni della calce viva aiutano anche l'autoriparazione. I risultati potrebbero aiutare a sviluppare calcestruzzo più sostenibile, poiché la produzione attualmente rappresenta l'8% delle emissioni globali di CO2. Monteiro sottolinea che le tecniche ingegneristiche antiche possono portare a infrastrutture moderne sostenibili.
Fatti principali
- Studio pubblicato su Science Advances l'8 luglio 2026.
- La durabilità del calcestruzzo romano è attribuita alla carbonatazione oltre alla reazione pozzolanica.
- Campione prelevato da una latrina a Villa Adriana a Tivoli, Italia.
- Villa Adriana è un sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO, 17 miglia a est di Roma.
- La calcite, formata da CO2 e composti di calcio, riempie crepe e pori.
- Uno studio del 2023 di Admir Masic del MIT suggeriva che le reazioni della calce viva aiutano l'autoriparazione.
- La produzione di calcestruzzo emette l'8% delle emissioni globali di CO2.
- L'ONU nota che metà degli edifici del 2050 devono ancora essere costruiti.
Entità
Istituzioni
- University of California, Berkeley
- MIT
- UNESCO
- United Nations
- Science Advances
- Smithsonian Magazine
Luoghi
- Tivoli
- Italy
- Rome
- Hadrian's Villa