Riflessioni sulla Speranza e l'Attesa Attraverso una Vita
L'articolo è un saggio personale che riflette sul concetto di speranza e attesa nelle diverse fasi della vita. Inizia notando che il 12 luglio è la Giornata Mondiale della Speranza, descrivendo la speranza come un'ancora e una ancora di salvezza nei momenti bui. L'autore traccia l'etimologia di 'esperanza' (speranza) dal latino 'sperantia' e 'sperare', che significa attendere con fiducia. Il saggio esplora poi cronologicamente come l'esperienza dell'attesa si evolve dall'infanzia all'età adulta. Da bambino, l'attesa era noiosa ma sopportabile grazie a illusioni indistruttibili: aspettare l'Epifania, essere scelto per una squadra, o che un genitore lo venisse a prendere. Nell'adolescenza, l'attesa divenne più dolorosa e grigia: aspettare di essere notato nei corridoi, un regalo di San Valentino, un bacio, che il dolore al petto si attenuasse. Nei venti e trent'anni, l'attesa divenne terrificante, spesso precedendo incontri con nuove versioni di sé: aspettare i risultati degli esami, un lavoro, imparare a baciare, che i genitori lo capissero, che le notti non finissero mai. A quarant'anni, l'attesa si infonde di necessaria relativizzazione; ha aspettato risultati medici, risposte terapeutiche, superare la morte del padre, permettersi una casa, arrivare a fine mese, dire le sue verità, non spezzarsi mentre perdeva persone, non invecchiare da solo. Il saggio conclude che l'attesa è sempre più decisiva ma resa sopportabile dalla speranza: la convinzione che andrà tutto bene qualunque cosa accada. L'unica cosa che resta è continuare a sperare.
Fatti principali
- Il 12 luglio è la Giornata Mondiale della Speranza.
- La parola 'esperanza' deriva dal latino 'sperantia' e 'sperare' (attendere con fiducia).
- L'autore riflette sull'attesa nell'infanzia, nell'adolescenza, nei venti/trent'anni e nei quarant'anni.
- L'attesa infantile era noiosa ma sopportabile grazie a un'illusione indistruttibile.
- L'attesa adolescenziale era dolorosa e grigia, con desideri insoddisfatti.
- Nei venti/trent'anni, l'attesa divenne terrificante e precedeva la scoperta di sé.
- Nei quarant'anni, l'attesa richiede relativizzazione; include risultati medici, terapia, morte del padre, casa, finanze.
- Il saggio si conclude con l'idea che la speranza rende l'attesa sopportabile.
Entità
Artisti
- Hilmy
- Brianna Janine
- Griffin Libby Bleser
- Kander Lenk
- Norhan
- Ragan Taylor