Pierre Haski: 'La fin d'un monde' racconta cinquant'anni di reportage globale
Il giornalista Pierre Haski, nato a Tunisi nel 1953, ha pubblicato 'La fin d'un monde' (Stock), un memoir che abbraccia cinquant'anni di reportage dalla fine dell'apartheid in Sudafrica alla Cina post-maoista, alle guerre in Medio Oriente, al crollo dei regimi comunisti e all'ascesa e declino della globalizzazione. Il libro attinge alle sue esperienze come corrispondente a Pechino negli anni 2000, dove ha osservato la trasformazione della Cina da 'fabbrica del mondo' a potenza tecnologica, e in Sudafrica, dove ha seguito la caduta dell'apartheid e le successive disillusioni. Haski riflette anche sulle speranze del 1989 in Romania e Russia, l'ascesa dell'autoritarismo e del populismo, e la messa in discussione dell'ordine internazionale post-1945. Discute il ruolo del giornalismo nell'era digitale, citando Hannah Arendt sui pericoli delle bugie. Il titolo del libro sottolinea che è 'La fin d'un monde', non 'La fin du monde', e Haski rimane fiducioso riguardo a un mondo comune se istituzioni e alleanze vengono ripensate. Ha anche lanciato un canale YouTube, 'Le Monde de Pierre Haski'.
Fatti principali
- Pierre Haski ha pubblicato 'La fin d'un monde' con Éditions Stock.
- Haski è nato a Tunisi nel 1953.
- Ha riferito sulla fine dell'apartheid in Sudafrica.
- È stato corrispondente a Pechino negli anni 2000.
- Il libro copre il crollo dei regimi comunisti e la globalizzazione.
- Haski cita Hannah Arendt sulle bugie e l'opinione pubblica.
- Il titolo del libro è 'La fin d'un monde', non 'La fin du monde'.
- Haski ha lanciato un canale YouTube chiamato 'Le Monde de Pierre Haski'.
Entità
Artisti
- Pierre Haski
- Thomas Sankara
- Hannah Arendt
Istituzioni
- Éditions Stock
- RFI
- YouTube
Luoghi
- Tunis
- Tunisia
- South Africa
- China
- Beijing
- Middle East
- Romania
- Russia
- Burkina Faso
- Zanzibar