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Pierre Haski: 'La fin d'un monde' racconta cinquant'anni di reportage globale

publication · 2026-05-31

Il giornalista Pierre Haski, nato a Tunisi nel 1953, ha pubblicato 'La fin d'un monde' (Stock), un memoir che abbraccia cinquant'anni di reportage dalla fine dell'apartheid in Sudafrica alla Cina post-maoista, alle guerre in Medio Oriente, al crollo dei regimi comunisti e all'ascesa e declino della globalizzazione. Il libro attinge alle sue esperienze come corrispondente a Pechino negli anni 2000, dove ha osservato la trasformazione della Cina da 'fabbrica del mondo' a potenza tecnologica, e in Sudafrica, dove ha seguito la caduta dell'apartheid e le successive disillusioni. Haski riflette anche sulle speranze del 1989 in Romania e Russia, l'ascesa dell'autoritarismo e del populismo, e la messa in discussione dell'ordine internazionale post-1945. Discute il ruolo del giornalismo nell'era digitale, citando Hannah Arendt sui pericoli delle bugie. Il titolo del libro sottolinea che è 'La fin d'un monde', non 'La fin du monde', e Haski rimane fiducioso riguardo a un mondo comune se istituzioni e alleanze vengono ripensate. Ha anche lanciato un canale YouTube, 'Le Monde de Pierre Haski'.

Fatti principali

  • Pierre Haski ha pubblicato 'La fin d'un monde' con Éditions Stock.
  • Haski è nato a Tunisi nel 1953.
  • Ha riferito sulla fine dell'apartheid in Sudafrica.
  • È stato corrispondente a Pechino negli anni 2000.
  • Il libro copre il crollo dei regimi comunisti e la globalizzazione.
  • Haski cita Hannah Arendt sulle bugie e l'opinione pubblica.
  • Il titolo del libro è 'La fin d'un monde', non 'La fin du monde'.
  • Haski ha lanciato un canale YouTube chiamato 'Le Monde de Pierre Haski'.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Éditions Stock
  • RFI
  • YouTube

Luoghi

  • Tunis
  • Tunisia
  • South Africa
  • China
  • Beijing
  • Middle East
  • Romania
  • Russia
  • Burkina Faso
  • Zanzibar

Fonti