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Neuroscienza del libero arbitrio: gli esperimenti di Libet sulle decisioni consce

other · 2026-07-08

Gli esperimenti di Benjamin Libet negli anni '80 sul potenziale di prontezza suggeriscono che l'attività cerebrale inconscia precede le decisioni consce, mettendo in discussione il libero arbitrio. Libet scoprì che le cariche elettriche indicanti il potenziale di prontezza si verificavano prima che i soggetti riferissero di aver deciso di flettere i polsi. Propose che il libero arbitrio possa operare come un meccanismo di veto—'free won't'—che consente di annullare consciamente gli impulsi inconsci. Libet evitò un determinismo stretto, sostenendo una visione 'non determinista' che preserva l'esperienza soggettiva. I critici sostengono che le sue prove contraddicono il libero arbitrio, mentre Libet manteneva che la coscienza soggettiva non può essere completamente ridotta a eventi cerebrali. La tensione filosofica tra spiegazioni meccanicistiche e agenzia razionale persiste, poiché gli studi psicologici sull'irrazionalità presuppongono che siamo esseri in cerca di verità capaci di autovalutazione oggettiva.

Fatti principali

  • Benjamin Libet condusse esperimenti nei primi anni '80 sul potenziale di prontezza.
  • Il potenziale di prontezza è un'attività cerebrale che precede le azioni volontarie, misurata tramite elettrodi sul cuoio capelluto.
  • I soggetti flettevano i polsi a volontà e riferivano la posizione dell'orologio al momento della decisione.
  • Il potenziale di prontezza precedeva la volontà riferita di agire, anche in azioni spontanee.
  • Libet concluse che il cervello inizia le azioni inconsciamente.
  • Libet propose che un veto conscio ('free won't') possa fermare gli impulsi inconsci.
  • Libet preferì il 'non determinismo' piuttosto che negare il libero arbitrio.
  • Libet sostenne che l'esperienza soggettiva non è completamente riducibile a eventi cerebrali.

Entità

Artisti

  • Benjamin Libet

Fonti