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Nana Adusei-Poku sul tempo come strumento politico nella decolonizzazione dell'istruzione

publication · 2026-04-22

In un saggio pubblicato da Afterall in collaborazione con il Museu de Arte de São Paulo, Nana Adusei-Poku sostiene che il tempo funge da meccanismo di controllo politico e da ostacolo alla decolonizzazione nei contesti educativi. Utilizzando il concetto di 'disgiunzione temporale strategica' di Michael Hanchard, argomenta che i ritardi storici e attuali—come l'accesso limitato alla conoscenza durante i periodi di segregazione e colonialismo—sostengono le gerarchie suprematiste bianche. Adusei-Poku critica le iniziative per la diversità per aver dato priorità all'inclusione trascurando le carenze essenziali di contenuti e conoscenze. Sottolinea che discipline come gli Studi di Genere e Queer sono spesso isolate, permettendo ai curricula convenzionali di persistere invariati. Inoltre, il saggio cita 'Undercommons' di Fred Moten e Stefano Harney come rifugio per la resistenza e la sopravvivenza al di là dei sistemi dominanti. Adusei-Poku sostiene una strategia globale e trasgressiva che vada oltre la mera riforma istituzionale.

Fatti principali

  • Saggio pubblicato l'8 giugno 2020 da Afterall.
  • Scritto da Nana Adusei-Poku.
  • In collaborazione con il Museu de Arte de São Paulo.
  • Utilizza il concetto di 'disgiunzione temporale strategica' di Michael Hanchard.
  • Sostiene che la gestione del tempo sia stata imposta alle persone schiavizzate.
  • Critica le politiche per la diversità come insufficienti per la decolonizzazione.
  • Fa riferimento a 'Undercommons' di Fred Moten e Stefano Harney.
  • Richiede un approccio temporale performativo olistico e trasgressivo.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • São Paulo
  • Brazil
  • Europe
  • United States

Fonti