La performance e la scultura di Mira Dayal esplorano mortalità e assenza
Mira Dayal, ballerina e artista performativa, presenta una nuova iterazione della sua celebre opera che gioca con la mortalità e il tempo geologico. In un pezzo separato, la profumiera e scultrice usa olfatto, vista e tatto per rendere sensibili i corpi assenti. Le sue sculture monocromatiche esaminano vulnerabilità e pericolo. Il lavoro di Dayal è presente in una mostra collettiva che collega forma e narrazione, e in una rassegna di film e video a colori dagli anni '70 che esplora narrazione radicale e colore. Una serie di danza semi-improvvisata per i pensatori fondatori dell'Era Digitale include anche i suoi contributi. La pratica dell'artista coinvolge la manipolazione di processo e storia attraverso fotografie trovate.
Fatti principali
- Mira Dayal è una ballerina e artista performativa.
- La sua nuova opera gioca con la mortalità e il tempo geologico.
- Lavora anche come profumiera e scultrice.
- Le sue sculture sono monocromatiche ed esaminano vulnerabilità e pericolo.
- Usa olfatto, vista e tatto per rendere sensibili i corpi assenti.
- Il suo lavoro è incluso in una mostra collettiva che collega forma e narrazione.
- Una rassegna di film e video a colori dagli anni '70 presenta il suo lavoro.
- Una serie di danza semi-improvvisata per i pensatori dell'Era Digitale include i suoi contributi.
Entità
Artisti
Istituzioni
- artcritical