Scuola Mimamsa: Filosofia Classica Indiana del Rituale e del Linguaggio
La scuola Mimamsa della filosofia classica indiana emerse intorno al 1500-500 a.C. come sistema focalizzato sull'interpretazione dei primi testi vedici, in particolare i Samhita e i Brahmana, piuttosto che sulla speculazione metafisica o sulla salvezza. Fondata da Jaimini nel III-II secolo a.C. attraverso i Mimamsa Sutra, la scuola si sviluppò grazie a commentatori chiave tra cui Sabara nel V secolo d.C. e successivamente i pensatori Kumārila Bhaṭṭa e Prabhākara Miśra nel VII secolo, che stabilirono distinte sottoscuole. La preoccupazione centrale della Mimamsa riguarda la definizione del dharma (dovere) attraverso la corretta interpretazione degli ingiunzioni vediche, trattando questi comandi come privi di autore (apauruṣeya) ed eternamente validi. La scuola sviluppò sofisticate teorie del linguaggio, sostenendo che le relazioni tra parola e significato sono intrinseche ed eterne piuttosto che convenzionali, una posizione nota come realismo semantico. I pensatori Mimamsa avanzarono anche teorie epistemologiche tra cui la dottrina della validità intrinseca della conoscenza (svataḥ prāmāṇya), che presume che la conoscenza sia valida a meno che non sia contraddetta da prove. La filosofia enfatizza l'esecuzione rituale come generatrice di una potenza invisibile (apūrva) che produce risultati senza intervento divino. È notevole che l'attenzione della Mimamsa sul linguaggio come guida all'azione piuttosto che descrittivo mostri parallelismi con filosofi occidentali del XX secolo come Ludwig Wittgenstein, in particolare riguardo al seguire regole e alla natura pubblica del significato. La scuola rappresenta uno dei sei darśana classici indiani e ha influenzato significativamente le tradizioni filosofiche indiane attraverso il suo rigoroso approccio ermeneutico ai testi sacri.
Fatti principali
- La Mimamsa emerse in India intorno al 1500-500 a.C.
- Fondata da Jaimini nel III-II secolo a.C.
- Si concentra sull'interpretazione delle porzioni Samhita e Brahmana dei Veda
- Sviluppò una sofisticata filosofia del linguaggio con relazioni eterne tra parola e significato
- Figure chiave includono Sabara (V secolo d.C.), Kumārila Bhaṭṭa e Prabhākara Miśra (VII secolo)
- Il concetto centrale è il dharma definito attraverso le ingiunzioni vediche
- Sostiene la validità intrinseca della conoscenza (svataḥ prāmāṇya)
- Enfatizza l'esecuzione rituale che produce apūrva (potenza invisibile)
Entità
Luoghi
- India