Manoscritto dantesco in microcalligrafia del 1888 da Gorizia e relative opere d'arte in miniatura
Nel 1888, il tipografo goriziano Cossovel Francesco realizzò una bizzarra edizione della Divina Commedia di Dante dopo aver vissuto un evento traumatico che, secondo quanto riferito, alterò la sua vista. In seguito alla caduta mortale del figlio attraverso il pavimento di una soffitta, Cossovel sviluppò un'anomalia ottica che gli permise di vedere dettagli minuscoli senza lenti. Ricopiò a mano tutti i 14.233 versi del poema epico su un unico foglio di pergamena di 48,5x69 cm utilizzando la microcalligrafia, comprimendo ogni canto in minuscole colonne. Il manoscritto fu fotografato per creare un cliché per più edizioni stampate, sebbene l'originale sia andato perduto, forse distrutto durante la Prima Guerra Mondiale dopo essere passato attraverso la collezione del Conte Teodoro La Tour al Castello di Russiz vicino a Gorizia. Il Centro Dantesco segnala tre versioni varianti distinte dai loro colofoni. Recentemente, un'affermazione non verificata sulla scoperta dell'originale si è rivelata falsa. Questa scrittura in miniatura si collega ad altri manufatti letterari in scala ridotta come i microscritti di Robert Walser, trovati in una scatola da scarpe dopo la sua morte alla clinica psichiatrica di Herisau, contenenti appunti quasi illeggibili successivamente decifrati per rivelare frammenti letterari. Nell'arte visiva, l'opera "Io" di Giulio Paolini del 1969 presenta un frammento di lettera dattiloscritta su un disco adesivo di gomma del diametro di 1,5 cm, creando due edizioni leggermente diverse che esplorano le implicazioni universali del pronome personale isolato. Il testo è stato scritto dal gallerista, curatore e scrittore Nicola Mafessoni.
Fatti principali
- Cossovel Francesco ricopiò a mano la Divina Commedia di Dante (14.233 versi) su un unico foglio di pergamena nel 1888
- Il manoscritto misurava 48,5 per 69 centimetri utilizzando la microcalligrafia
- L'anomalia ottica di Cossovel si sviluppò, secondo quanto riferito, dopo l'incidente mortale del figlio
- Il manoscritto originale andò perduto, forse distrutto durante la Prima Guerra Mondiale
- Esistono tre edizioni stampate varianti con colofoni diversi secondo il Centro Dantesco
- I microscritti di Robert Walser furono scoperti in una scatola da scarpe dopo la sua morte alla clinica psichiatrica di Herisau
- Giulio Paolini creò "Io" nel 1969 - un'opera del diametro di 1,5 cm che utilizza un frammento di lettera dattiloscritta
- L'articolo è stato scritto da Nicola Mafessoni, gallerista, curatore e scrittore
Entità
Artisti
- Cossovel Francesco
- Robert Walser
- Giulio Paolini
- Nicola Mafessoni
Istituzioni
- Centro Dantesco
- Fondazione
- Adelphi
Luoghi
- Gorizia
- Italy
- Russiz Castle
- Herisau
- Switzerland
Fonti
- Artslife —