Le opere mitologiche di Mark Rothko e la loro connessione con il contesto della Seconda Guerra Mondiale
Un articolo esplora l'impegno di Mark Rothko con la mitologia nei primi anni Quaranta, collegando la sua pratica artistica al contesto storico della Seconda Guerra Mondiale. L'analisi si concentra sul manoscritto di Rothko 'La realtà dell'artista', pubblicato postumo nel 2004 e curato da suo figlio Christopher Rothko, che rivela l'interesse filosofico dell'artista per il mito come mezzo per rappresentare l'invisibile e l'ignoto. In questo periodo, Rothko studiò le opere di Sigmund Freud, Friedrich Nietzsche e James Frazer, le cui teorie antropologiche influenzarono il suo pensiero. Nel 1942-1943, Rothko partecipò a mostre di protesta contro l'esposizione 'Artisti per la Vittoria' del Metropolitan Museum di New York, presentando dipinti mitologici come 'Il presagio dell'aquila' (1942), ispirato all'Orestea di Eschilo. Quest'opera, oggi conservata alla National Gallery of Art di Washington, utilizza bande orizzontali per raffigurare immagini archetipiche di aquile e sacrifici, riflettendo su temi universali di violenza. L'articolo nota che la serie mitologica di Rothko, inclusa 'Tiresia' (1944), si allinea con interpretazioni contemporanee del mito, come la pièce del 1943 di Jean-Paul Sartre 'Le mosche', che utilizzava la saga degli Atridi per criticare la Francia occupata dai nazisti. L'approccio di Rothko, influenzato dalla psicoanalisi freudiana e dagli studi di Jane Ellen Harrison sulla religione greca, posiziona l'artista come un archeologo dell'inconscio, che scava forme archetipiche per affrontare esperienze emotive collettive. Il pezzo fa riferimento a una mostra del 2026 a Palazzo Strozzi a Firenze che presenta opere di Rothko, con approfondimenti della studiosa Silvia Romani.
Fatti principali
- Il manoscritto di Mark Rothko 'La realtà dell'artista' è stato pubblicato nel 2004, curato da Christopher Rothko, rivelando il suo interesse per la mitologia e la filosofia.
- Durante i primi anni Quaranta, Rothko studiò le opere di Freud, Nietzsche e Frazer, esplorando il mito come rappresentazione dell'invisibile.
- Nel 1942-1943, Rothko espose dipinti mitologici come 'Il presagio dell'aquila' in protesta contro la mostra 'Artisti per la Vittoria' del Metropolitan Museum.
- 'Il presagio dell'aquila' (1942) è conservato alla National Gallery of Art di Washington e trae ispirazione dall'Orestea di Eschilo, raffigurando violenza archetipica.
- Le opere mitologiche di Rothko, inclusa 'Tiresia' (1944), riflettono idee freudiane sull'inconscio e immagini archetipiche.
- La pièce del 1943 di Jean-Paul Sartre 'Le mosche' utilizzò il mito degli Atridi per criticare l'occupazione nazista, parallelamente ai temi artistici di Rothko.
- L'articolo fa riferimento a una mostra del 2026 a Palazzo Strozzi a Firenze, con opere di Rothko e approfondimenti dell'antropologa Silvia Romani.
- L'approccio di Rothko posiziona l'artista come un archeologo, che scava il mito per affrontare esperienze emotive collettive durante la Seconda Guerra Mondiale.
Entità
Artisti
- Mark Rothko
- Adolf Gottlieb
Istituzioni
- Palazzo Strozzi
- National Gallery of Art
- Metropolitan Museum of New York
- Yale University Press
- The University of Chicago Press
- Marsilio editore
Luoghi
- Florence
- Washington
- New York
- New Haven
- London
- Chicago
- Venice
- Milan
- Paris