Mark Farid su sorveglianza, agency e la politica dell'attraversare la strada
L'artista britannico Mark Farid, in residenza presso la British School at Rome, discute il suo decennale lavoro di ricerca su come le infrastrutture digitali modellano soggettività, relazioni e agency. Le sue opere – da 'Seeing I' (2014-2020), in cui ha indossato un visore VR per sette giorni per vivere la prospettiva di un'altra persona, a 'Poisonous Antidote' (2016), in cui ha trasmesso pubblicamente tutti i suoi dati personali per un mese – esplorano i paradossi di sorveglianza, privacy e controllo. Il progetto attuale di Farid, 'At a Crossroads', esamina gli attraversamenti pedonali come ambienti di governance, filmando in otto città tra cui Roma, Berlino, Varsavia, Chengdu e Accra. Sostiene che i comportamenti di attraversamento rivelano accordi politici su autorità e rischio, citando l'invenzione del 'jaywalking' da parte dell'industria automobilistica all'inizio del XX secolo. Farid critica anche l'IA come infrastruttura che rischia di approfondire le disuguaglianze esistenti a meno che non vengano affrontate la proprietà e la distribuzione dei benefici. L'intervista è stata condotta da Daniela Cotimbo il 27 giugno durante la sua residenza presso la British School at Rome.
Fatti principali
- Mark Farid è un artista britannico la cui pratica spazia tra performance, installazione multimediale e ricerca teorica.
- La sua opera 'Seeing I' prevedeva l'uso di un visore VR 24 ore al giorno per sette giorni, vivendo la vita attraverso gli occhi e le orecchie di un'altra persona.
- 'Seeing I' è stata eseguita presso arebyte Gallery (2014) e Ars Electronica (2019); una versione prevista per il 2020 con il National Theatre è stata cancellata a causa del COVID.
- 'Poisonous Antidote' (2016) ha comportato la trasmissione pubblica di tutte le email, i messaggi, le chiamate, le ricerche, i social media, le foto e i dati di localizzazione di Farid per un mese.
- 'Anonymity Is Our Only Right' e 'That Is Why It Must Be Destroyed' (2015) hanno visto Farid cedere tutte le sue credenziali di accesso e vivere senza servizi digitali per sei mesi.
- Il progetto attuale di Farid 'At a Crossroads' studia gli attraversamenti pedonali in otto città come siti di governance.
- L'intervista si è svolta il 27 giugno durante la residenza di Farid presso la British School at Rome.
- Farid fa riferimento al concetto di pharmakon di Bernard Stiegler, a 'The Age of Surveillance Capitalism' (2019) di Shoshana Zuboff e alla ricerca di Peter Norton sul jaywalking.
- Farid introduce il termine 'consequential authorship' per descrivere la capacità di intervenire all'interno dei sistemi in modi che li alterano.
- Farid critica l'IA come potenzialmente in grado di approfondire le disuguaglianze a meno che non vengano affrontate la proprietà e la distribuzione dei benefici.
Entità
Artisti
- Mark Farid
Istituzioni
- British School at Rome
- arebyte Gallery
- Ars Electronica
- National Theatre
- University of Cambridge
- NERO Editions
Luoghi
- Rome
- Italy
- London
- United Kingdom
- Berlin
- Germany
- Warsaw
- Poland
- Chengdu
- China
- Accra
- Ghana